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Un Pd senza identità non sopporta che la Lega dica no al Green pass

Francesco Storace
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Pietre su Matteo Salvini. Orrore per aver preteso la discussione in Parlamento sul green pass. Esecrazione per aver detto che se c’è obbligo vaccinale ci deve essere anche la certezza di risarcimenti se qualcosa va storto. Tutti i parrucconi si sono scatenati contro la Lega per aver detto alla Camera ciò che aveva anticipato sui giornali, in tv, nelle piazze e ovviamente al premier Mario Draghi.

 

 

Del resto, se il governo non ha messo la fiducia sul decreto green pass ci sarà un motivo e sta nella richiesta dello stesso Salvini al presidente del Consiglio. La Lega ha persino ritirato i propri emendamenti per non intralciare la maggioranza, limitandosi a sostenere quelli condivisi delle opposizioni, coerenti con la sua posizione. E che c’è di male se il Parlamento discute e vota senza mettere a repentaglio il governo? Eppure, bisognerebbe guardarli in faccia, quelli della gendarmeria nazarena e gli scappati di casa. No, così non si fa. Così cosa? Devono davvero essere usciti fuori di testa. Sono gli stessi che hanno invece rischiato realmente di buttare giù il governo sulla riforma della giustizia di Marta Cartabia e ora menano scandalo su la principale forza della maggioranza chiede di poter semplicemente parlare, portando anche dei risultati a casa, stando ad alcuni degli emendamenti approvati.

 

 

In questa vicenda, emerge solo l’inconsistenza di una sinistra che pretende di dettare legge. Vogliono stare al governo senza mai vincere elezioni e pretendono di impedire alla Lega di esprimersi sulle battaglie in cui crede. Persino agitando lo spauracchio della coincidenza di posizioni con Fratelli d’Italia: non lo sanno al Nazareno che il centrodestra è una coalizione? Ormai senza identità, Letta e soci campano solo di delegittimazione dell’avversario e colgono ogni pretesto per attaccare. Ma non è un buon motivo per farsi intimidire da un Pd piagnone e per rinunciare a dire sul Green pass o sull’obbligo vaccinale quello che va detto.