Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Il caso Crespi e la sorpresa per una grazia concessa senza polemiche. Si migliora

Francesco Storace
  • a
  • a
  • a

E se sulla giustizia cambiasse il vento? La domanda non è peregrina, perché pare stia cessando quel clima che colpisce ogni persona che finisce sotto le grinfie di certa magistratura. Non bisogna mai dimenticare la gogna social che puntualmente si mette a trollare sui social ad ogni arresto. E soprattutto ad ogni condanna. A partire dai reati più gravi, mafia ad esempio. Invece sta accadendo un fatto profondamente diverso quanto a reazioni popolari. Riguarda il regista Ambrogio Crespi, condannato a sei anni per l’odioso reato di concorso esterno. Ebbene, dopo la sentenza – a marzo - non si è scatenata la solita canea. Crespi si è costituito e ora è di nuovo libero, dopo la grazia concessa dal Capo dello Stato e grazie anche ad una relazione del Tribunale di sorveglianza di Milano che lo ha dipinto giustamente come il contrario del soggetto mafioso.

 

 

Ebbene, nessuno ha avuto da ridire sul provvedimento di Sergio Mattarella, che ha riconosciuto – a pochissimi mesi dalla sentenza definitiva - come persona meritevole di vivere tra noi e non in una cella, un regista che nella vita si è fatto onore proprio per il suo impegno attivo contro le cosche criminali. Ora, Crespi non è conosciutissimo. Ma è apprezzato da tutte le persone che lo conoscono. Il suo non è un caso che crea notorietà, ma semmai stupore in chi lo ha frequentato per tanti anni. E sicuramente la lettura degli atti da parte di Matterella non è stata superficiale: mai dimenticare il dolore vissuto in famiglia dal Capo dello Stato con l’agguato omicida di mafia che spezzò la vita di suo fratello Piersanti.

 

 

Se questo Presidente ha deciso così, nessuno può aver dubbi. Ma in tempi di faziosità ai massimi livelli, ci si poteva imbattere in una di quelle polemiche al calor bianco che caratterizzano i social. E invece no. Anzi, rispetto assoluto. Vuol dire che anche grazie all’esperienza vissuta da persone come Ambrogio Crespi questa società può riconciliarsi con se stessa e magari imparare ad odiarsi meno.