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A Roma niente più confronti. Sennò su che si alleano al ballottaggio?

Francesco Storace
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Non convengono i confronti tra i candidati a sindaco di Roma. Perché se cominciano così come stiamo vedendo, sarà complicato qualsiasi ragionamento sulle alleanze per il ballottaggio. Se ne stanno dando di tutti i colori. Del resto, nell’ordalia di 22 candidature a sindaco - allucinante! - è evidente che avrà buon gioco chi dirà o con tutti o con nessuno…. E il buon Michetti, a questo punto, fa bene a passeggiare da solo con i leader del Centrodestra. Al confronto faccia a faccia ci penserà al secondo turno, medita l’alfiere della coalizione alternativa alle sinistre.

 

 

Dall’altra parte del campo, buio pesto. Si dimena sui social Carlo Calenda, che tenta di infilarsi al ballottaggio ma rischia di pagare paurosamente l’appello del Pd al voto utile per Gualtieri. Aspettiamoci a giorni una sua reazione ancora più rabbiosa contro il candidato del centrosinistra ufficiale. Tra lo stesso Gualtieri e la Raggi lo show è già iniziato e chissà se non sia già concluso. Perché al dibattito del Fatto Quotidiano sono state botte vere. Ferite che sarà difficile ricucire in un’alleanza finta al ballottaggio. Più probabile che nessuno si apparenterà con nessuno e ci saranno i consueti appelli agli elettori che serviranno a poco vista l’aria che tira in termini di affluenza ai seggi.

 


I partiti dovranno per forza cambiare strategia rispetto al tran tran di questi giorni. Le stesse accuse che si rimbalzano da un candidato all’altro vanno rapidamente a noia, non c’è un briciolo di fantasia per stimolare l’orgoglio degli elettori. Manca entusiasmo, ecco, sembra una partita tra apparati e vincerà chi saprà organizzare meglio le truppe. Le stesse liste per il consiglio comunale non fanno battere i cuori, se non per qualche candidatura che merita un premio per la generosità. Ma tutto sembra costruito per allontanare gli elettori dalle urne. Datevi da fare per davvero.