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Non vi azzardate a imporre il green pass ai seggi elettorali

Francesco Storace
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La domanda gira tra gli addetti ai lavori e tra poco - statene certi - esploderà sui social. Non è che pur di costringere tutti a vaccinarsi e a dotarsi di green pass l’ultima pistola sarà puntata contro il diritto di voto? Il dubbio viene a seguire la determinazione con chi Mario Draghi pretende di dettare la linea in un modo esagerato, nonostante i già soddisfacenti numeri della campagna di vaccinazione. Su Agenparl anche Luigi Camilloni ne ha scritto con una domanda diretta: “Chi non ha il green pass gli sarà proibito di votare al seggio?”. Sarebbe oggettivamente troppo anche per chi non intende affatto schierarsi sul fronte noVax.

 

 

L’annuncio del Premier sulla prossima terza dose  e persino sull’obbligo vaccinale serve a fare a pezzi ogni dubbio, che pure dovrebbe essere legittimo. Davvero dobbiamo attenderci una battaglia campale in Parlamento per imporre a tutti l’obbligo di farsi inoculare il vaccino? Ma proprio non ci riuscite a rispondere pacatamente alle tante domande che circolano? In fondo se siamo già al 70 per cento di popolazione vaccinata; e se a fine settembre saremo all’80 - lo dice Draghi, mica noi - a che serve obbligare anziché persuadere? Quale deve essere il punto di caduta per far cessare questa angoscia collettiva?

 

 

Non è una questione privata che riguarda il presidente del Consiglio e il “suo” ministro della Salute. Ma è materia che esige una discussione serena per sgombrare il campo da ogni equivoco. La pretesa da comandante in campo dell’esercito del bene rischia di provocare reazioni avverse anche al premier. Ad esempio, nel consenso degli italiani. Anche per questo bisogna stare attenti e non esagerare sui diritti di libertà. E sarà bene mettere la mordacchia a chi dovesse paventare di farci recare alle urne col green pass: rappresenterebbe una sopraffazione odiosa verso chi non sopporta la strumento. Il diritto di votare ce l’ha anche chi - a differenza nostra - non si è sottoposto a questa originale modalità di “verifica” della nostra salute.