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Conte, i grillini e quei bimbi di Milano. E' ormai un vizio

Francesco Storace
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I comunisti mangiavano i bambini. Lo si diceva un tempo e poi diventò una frase che passava di bocca in bocca. Altri tempi. Conte e i grillini semplicemente li moltiplicano, soprattutto quelli poveri. E non è più uno scherzo. L’ex premier, ma ormai è noto, ha scritto al Corriere della Sera per promettere – e nessuno rida – una legge speciale per Milano, parlando di una città in cui vivono, evidentemente male, duecentomila bambini poveri.

 

 

Gaffe clamorosa, perché i bimbi nel capoluogo lombardo, a prescindere dal reddito di mamma e papà, sono molti di meno. Figuriamoci i meno abbienti. Ovviamente l’ironia si è sprecata verso Conte e i cinque stelle si sono risentiti. Ha tentato di ridimensionare il tutto l’ex viceministro Stefano Buffagni, parlando di errore di battitura nella lettera. Magari ventimila bimbi poveri e non duecentomila?

 

 

Ma se Buffagni deve giustificare Conte, lo faccia cancellando almeno qualche suo post da facebook (https://www.facebook.com/432283873504081/posts/4000241003374999/), perché il 12 aprile toccò proprio a lui. Esattamente lo stesso Buffagni fu intervistato dal Corriere – e rilanciò il pezzo sulla sua pagina social – e disse che “In città ci sono 200mila bambini sotto la soglia di povertà”.
Il che vuol dire solo una cosa. Non sanno di che parlano. E che sono animati da una voglia di visibilità che è a livelli di malattia. Esserci, parlare, non importa per dire cosa. Ma questo non aiuta la buona politica, e abbiamo capito da tante contorsioni che non gliene frega nulla. E neppure a sfondare nelle aree del Nord del Paese, secondo l’intendimento cui Conte voleva abbindolare i lettori del Corrierone. Quando vieni dal voto ottenuto con la promessa del reddito di cittadinanza a chi non vuole lavorare, è davvero complicato risultare credibile da quelle parti. Buffagni, non ci provare più. Perché così vi fate solo del male. E tornate presto a casetta vostra.