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Salvini scatenato sui referendum. E nel Pd caccia a Bettini

Francesco Storace
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I politici in vacanza, non tutti però. Quelli della Lega sono stati messi alla frusta da Matteo Salvini anche per il mese di agosto per raccogliere le firme sui referendum della giustizia.
Per inciso va detto che ormai ne è certo lo svolgimento nella prossima primavera, a meno di sorprese sui quesiti: nove regioni hanno già sottoscritto i referendum, un numero ben superiore ai cinque previsti dalla Costituzione.
Ma la Lega - e va detto radicali e vari settori del Centrodestra con qualche parlamentare di Forza Italia impegnato - non intende fermarsi nella raccolta popolare. E neanche in agosto c’è un po’ di riposo per la struttura.
E già si sa che anche nei prossimi weekend il movimento di Matteo Salvini - stando alle informazioni raccolte presso la Lega - metterà in campo almeno 500 gazebo da Nord a Sud, con particolare attenzione per le località di vacanza. Firme al mare, dunque, per avere anche un fortissimo sostegno popolare.

 


Ma c’è di più: si è appreso anche che per dopo Ferragosto, sono stati arruolati parlamentari e consiglieri regionali della Lega per controllare l’autenticità delle firme arrivate da tutta Italia e custodite in via Bellerio. Formalmente, la raccolta di sottoscrizioni potrà continuare fino al termine di ottobre. 
Ma la Lega pensa di centrare l’obiettivo minimo delle 500mila firme in scioltezza, già entro la fine di agosto, visto che solo nei gazebo del partito le adesioni raccolte superano già le 400mila. Andranno aggiunte le firme degli altri partiti e quelle depositate nei Comuni italiani. 

 


A proposito di adesioni, suscita discreto scalpore quella di Goffredo Bettini del Pd che sta animando il dibattito nel centrosinistra. Il “guru” rosso ha deciso di firmare tre quesiti su sei e già questo gli è costato qualche anatema.
Ne approfitta Salvini che si dice dispiaciuto “che in un partito che si chiama democratico, ci siano critiche feroci contro chi vuole dare la parola ai cittadini”.