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Draghi esca dall'immobilismo di governo sull'immigrazione clandestina

Francesco Storace
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Ci vorranno gli storici per raccontare le cose strane sull’immigrazione all’italiana o ci pensa direttamente Mario Draghi a chiudere i rubinetti dall’Africa? Sta diventando oggettivamente una di quelle barzellette che non fanno neanche ridere la storia degli sbarchi sulle nostre coste. Ogni giorno arrivano centinaia e centinaia di clandestini, ma il ministro dell’interno Luciana Lamorgese non muove neppure un sopracciglio. Non si chiede la titolare del Viminale che senso ha mettere sottochiave gli italiani una volta col lockdown e poi con i green pass per poter mangiare al ristorante, mentre da noi arriva chiunque senza rispettare alcuna regola.

 

 

E' oggettivamente esasperante questa situazione. Ed irritante per milioni di cittadini stanchi di misure restrittive. Nei giorni scorsi Matteo Salvini ha annunciato che dovrebbe essere prossima la convocazione di un vertice tra il premier, il leader leghista e la ministra che non vede, non sente e non parla quando si tratta di immigrazione. Ma così non può andare a lungo e sarà bene pressare per farla davvero questa riunione tra chi si intende di contrasto all’immigrazione clandestina e chi finora l’ha solo oggettivamente favorita con la sua inerzia. Non vorremmo che si stia aspettando settembre, e magari il processo palermitano a Salvini per tornare a parlare di un tema che è invece urgentissimo da risolvere.

 

 

La Lamorgese sembra far finta di niente e si accontenta di distribuire i migranti sul territorio nazionale. Ben diversa doveva essere la prospettiva, con le solite promesse di un accordo con l’Unione europea per mandare i clandestini anche altrove. Invece non succede nulla e magari ci becchiamo anche qualche gruzzolo di positivi pronti a sfuggire ai controlli e ad infettare altra gente. E' una situazione a metà tra il ridicolo e il drammatico e sta al presidente del Consiglio non sottovalutarla più. Anche perché i rumori della politica si cominciano ad avvertire anche dalle parti di Palazzo Chigi.