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Letta sempre più preoccupato. A Siena si prepara il trappolone

Francesco Storace
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Sì, Enrico Letta è sempre più preoccupato. Il palazzo di Montecitorio è praticamente vuoto, i deputati sono in fuga verso le vacanze, ma il compagno loquace lo si trova sempre. Se gli prometti l’anonimato, spiffera tutto. “Stavolta Enrico rischia tutto”. Beh, questo si capisce dal casino attorno al Monte dei Paschi. “Certo – dice il parlamentare esperto di intrighi economici – ma a Siena c’è l’idea della trappolona di collegio”.

 

 

Ma se neanche Renzi gli candida qualcuno contro. “Quello è un furbacchione, sono 31 paesoni, Italia Viva lì è forte, basta il passaparola per cancellare Letta dalla faccia della politica”. Eppure il governo sta tentando di risolvere il caso Mps. “Anzitutto il governo non è solo Pd. È vero che con Padoan abbiamo fatto un casino che metà basta. Ha fatto il deputato proprio lì a Siena, poi se ne è andato a Unicredit e ora si vuole prendere il Monte. Mica facile”.

 

 

Poi, l’onorevole tace, non vuole dire altro. Perché “altro” significa gli esuberi, che ci saranno – e tanti – e questi sì saranno scaricati sui dem, e altrimenti non potrebbe essere. Voci di Palazzo raccontano che Unicredit è pronta a fare la sua parte, ma vuol vedere rotolare le teste di tanti dipendenti, ci sono troppe filiali del Monte e tutte troppo affollate di personale. Enrico Letta fa comizi e i suoi fanno danni, questa è la sostanza. Ed è il motivo per cui teme il trappolone, che è una speranza per tanti suoi compagni nemici. Al centrodestra, col suo candidato – l’imprenditore vinicolo Tommaso Marrocchesi Marzi – potrebbe arrivare in dote un collegio che fino a poco tempo fa si poteva dare per perso. Per la sinistra la partita si è drammatizzata perché da quelle parti nessuno si fida più di nessuno. Letta ha cominciato a capirlo e trema. Ritrova fiato l’onorevole anonimo: “Era meglio il collegio di Parigi…”, ghigna beffardo.