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Sull'immigrazione clandestina abbiamo aspettato anche troppo

Francesco Storace
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Eppure a una domanda il Pd dovrebbe rispondere. Ma seriamente.

Il tema dell’immigrazione c’è o no? Perché se si nasconde la polvere sotto il tappeto poi diventa facile dire un giorno Ius soli e l’altro “entrino tutti in Italia”. Poi, però, con la realtà bisogna farci i conti.

Di fronte alle cifre snocciolate da Matteo Salvini ci sta poco da prendere cappello e strillare al lupo.

 

 

Nelle ultime ore sono sbarcati più di 700 immigrati e altri 800 sono a bordo di due navi, una francese e una tedesca. “Non penso – dice l’ex ministro dell’interno - che dopo il Covid ci si possa permettere 1.500 sbarchi al giorno”.

Viviamo nello stesso tempo in cui si chiede il ’Green pass’ per andare in pizzeria, mentre coloro che sbarcano arrivano da Paesi non vaccinati e spesso scappano dai centri e vagano: diventa un problema anche sanitario oltre che economico, sociale e culturale.

Se invece di 30mila sbarchi fossimo alla quota dell’anno scorso, il problema non ci sarebbe, fa notare il leader della Lega.

Ed è il motivo per cui ha chiesto al presidente Draghi un vertice assieme alla Lamorgese: la situazione di stallo su questo fronte non va affatto bene, i piagnistei sull’Europa che non aiuta servono poco, ci vuole fermezza.

 

 

La sinistra strepita, perché non vuole che l’immigrazione clandestina venga fermata. Ormai siamo alla teorizzazione dell’invasione, per cui nessuno si deve azzardare a dire al governo di muoversi contro una deriva pericolosa.

Che farà Draghi, ancora non si sa. Certo è che Salvini non intende star fermo di fronte ad una minaccia vera e propria contro la Nazione italiana.

I campioni del multiculturalismo non si rendono conto di quanto facciano male alla nostra identità, eppure di esempi gravi ce ne sono a iosa. Ma non è un motivo per fermarsi a guardare.