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Banca Mps va ad Unicredit, a Siena restano solo debiti

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Chi paga per il Monte dei Paschi di Siena? O meglio per salvare le terga di Enrico Letta che ha disperato bisogno di salvare la propria candidatura alla Camera in quel collegio? A sinistra emerge un gigantesco conflitto d’interesse che ruota attorno alla banca rossa. Come ha scritto Giorgia Meloni sul Corrierone, “la probabile acquisizione a prezzi di saldo di Monte dei Paschi di Siena da parte di Unicredit, il cui attuale presidente è lo stesso Pier Carlo Padoan del Pd che da ministro del Tesoro tanto si occupò delle sorti di Mps, è solo l’ennesima conferma del vergognoso modus operandi della sinistra italiana che usa lo Stato per opache manovre finanziarie e per proprio tornaconto politico e personale”. 

 


Pesante la leader di Fdi? Tutt’altro, perché è storia tristemente nota, il che non può diventare l’alibi per chiudere gli occhi di fronte alle manovre che sono iniziate. Ed è bene che chi può getti un occhio su quello che può diventare l’ennesimo scandalo targato Pd. L’ex ministro Padoan è presidente di Unicredit e da quella postazione punta ad acquisire la banca senese in condizioni di particolare vantaggio. Che del resto fu lui a determinare quando era al governo, è l’accusa che piove da più parti. Il tutto in piena campagna elettorale in un collegio per il quale la situazione dell’istituto di credito è decisiva. Ed Enrico Letta ora deve rimediare, evitando la spoliazione economica del territorio.

 

È sempre il Pd che vuole decidere le sorti della banca rossa, e questa volta con una tipica operazione finanziaria che avrà per forza di cose ricadute politiche. Ed elettorali. In ballo, ovviamente, fondi pubblici, perché Unicredit punta a beccarsi la parte in attivo di Mps, mentre le passività saranno a carico dei cittadini tutti. La torta è di dieci miliardi. Svuotate i portafogli, sennò ci pensano loro.