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I clandestini arrivati sono quasi trentamila, ma la Lamorgese dorme. E la Lega attacca

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Francesco Storace
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Non ci vede o non ci sente. Ma parla e dice cose insensate. È il ritratto del ministro dell’interno, Luciana Lamorgese, dopo le “risposte” date alle interrogazioni dei deputati in materia di sbarchi di clandestini, che ormai hanno oltrepassato ogni livello di sopportabilità. I parlamentari della Lega hanno tirato fuori le cifre dello scandalo migranti: non hanno inventato i numeri, li hanno estrapolati direttamente dal Viminale.

 

Se lo avesse fatto anche la Lamorgese si sarebbe risparmiata la brutta figura. Tra Laura Ravetto ed Edoardo Ziello, i deputati leghisti hanno avuto buon gioco a inchiodare la ministra alle sue responsabilità. L’inerzia è inaccettabile. Perché hai voglia a parlare di protocolli sanitari, navi quarantena e task force ministeriali. Se la realtà è fatta di 27.469 immigrati sbarcati quest’anno, la domanda che ci si pone – come ha notato l’on. Ziello - è una sola: quanto ci costano queste strutture?”. Prevenire il fenomeno migratorio che con la Lamorgese sta tornando ad essere un’emergenza dovrebbe essere la priorità. Ma non c’è verso di capire che cosa intenda fare il Viminale. Sembra quasi che la ministra viva su un altro pianeta.

 

“La Tunisia – ha ricordato il deputato leghista - sta vivendo una situazione di tensione quasi fuori controllo: di questi 27.000 immigrati 5.000 provengono da lì. Dobbiamo aumentare ancora le navi quarantena, per aumentare ancora il fenomeno migratorio? Con il ridicolo controsenso rappresentato dalle restrizioni anti Covid per gli italiani. Ma per gli immigrati che arrivano dall’altra parte del mondo tutto è permesso, massima libertà, porti aperti, mentre per tutti noi limitazioni e controlli”. Purtroppo, al Viminale ci sentono poco. Perché ci si chiede come si potrà conciliare la sicurezza dei cittadini italiani, i sacrifici delle comunità dei cittadini italiani, la sicurezza delle Forze dell’ordine e la sicurezza sanitaria del Paese con una politica dei porti aperti e dei ponti d’oro alle Ong. Con questo ministro dell’interno diventa davvero complicato immaginare un cambio di passo. A meno che Mario Draghi non si convinca finalmente a mettere attorno a un tavolo la Lamorgese con Matteo Salvini. E magari il governo potrebbe ricavarne qualche vantaggio in più per gli italiani con un’azione che è sempre più necessaria.