Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

A Wembley l'unico british è stato Sergio Mattarella

Francesco Storace
  • a
  • a
  • a

Ha portato decisamente bene il presidente Sergio Mattarella. A Wembley abbiamo vinto gli europei dopo la bellezza di 53 anni e chissà che non ci abbia messo lo zampino il buon augurio del Capo dello Stato. Altro che vilipendio. Se porta fortuna teniamocelo stretto… Però, c’è anche altro da dire per quella presenza e di ben più serio. Perché serviva la vicinanza vera dello Stato ai nostri atleti in campo avverso. Mattarella, con quella sobrietà di cui ha fatto mostra ancora una volta, idealmente valeva decine e decine di milioni di tifosi che avrebbero voluto essere fisicamente presenti a Wembley, in una cornice assolutamente e volgarmente ostile ai nostri campioni.

 

 


E quel sorriso al gol-pareggio di Bonucci e poi la contentezza visiva alla fine dei rigori ha simboleggiato la scommessa per una ripartenza dell’Italia che vada anche oltre il calcio. Certo, è stata fastidiosa davvero la “diplomazia” britannica nei confronti del nostro Presidente, praticamente ignorato prima, durante e dopo il match. Li chiamano reali. Ovviamente, come accade sempre, il Capo dello Stato è oggetto di commenti sui social, persino negativi da quelli che devono vedere nero dappertutto. E siccome chi scrive non è mai stato tenero col Quirinale – soprattutto con altri inquilini… - è giusto scrivere meno male che Sergio c’è…

 

 


I punti di riferimento istituzionali sono decisivi, soprattutto nei momenti più drammatici della storia di una Nazione. E l’abbiamo vissuta, quella tragedia, giorno dopo giorno, nel tempo lungo della pandemia che non sembra finire mai. Ma anche per questo serviva una voglia di ripartenza. E il Presidente che accompagna la vittoria degli azzurri probabilmente intendeva proprio questo. Era impossibile perdere, questo il messaggio che dal Colle si sperava di far giungere a destinazione. E così è stato per la gioia di tutti noi. A masticare amaro abbiamo lasciato gli inglesi. Pazienza, e siamo decisamente più british di loro, come si vantavano un tempo…