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Fdi sbaglia sui referendum: a destra la giustizia non è fatta di manette

Francesco Storace
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Mi chiedo perché si debba sbagliare e identificare -  come fa Fdi - la cultura giuridica di destra con le manette per dire no a un paio di referendum sulla giustizia.
L’errore è serio. Voglio sperare che non sia per distinguersi da Matteo Salvini che si bollano i quesiti sulla custodia cautelare e sulla legge Severino quando si dice con furbizia che appartengono alla cultura radicale.
I referendum privilegiano i processi, non le manette
Come se le garanzie, la libertà, il diritto fossero estranei alla destra nazionale.
A Giorgia Meloni vorrei suggerire di leggere un tweet che a maggio scorso pubblicò Guido Crosetto, a proposito di manette facili e amministratori colpiti con straordinaria celerità, salvo accorgersi dell’errore anni dopo.
C’è un solo caso in cui si dice basta alle manette a gogo’ nei referendum: la reiterazione del reato. Mi attenderei da un leader di destra che dicesse: processatelo subito quello spacciatore e condannatelo se è un delinquente.
Invece no. Siccome i processi non si celebrano mai, meglio la galera. Non si comprende che ci vuole la rivoluzione. Processi subito e non processi mai. E certezza della pena dopo la sentenza e non prima.

 


Idem per la legge Severino. Il Parlamento giudice degli amministratori è qualcosa di incredibile. Il giudice è il giudice, le pene accessorie come l’interdizione dai pubblici uffici già esistono. Si preferisce l’automatismo rispetto alla valutazione del caso? Sarebbe questa la tradizione giuridica della destra? Il processo e l’analisi dei comportamenti reali non contano più nulla?
Divisi sulla giustizia? E come faremo a votare il Centrodestra?
Che bella la giustizia che invece consente al Parlamento di cacciare Berlusconi dal Senato con un voto di maggioranza, vero?

 


Non credo che a destra si possa accettare supinamente la fine del diritto: un amministratore condannato in primo grado deve essere mandato in esilio? E i tre gradi di giudizio li buttiamo a mare?
Giorgia Meloni ci rifletta ancora. I sei referendum vanno portati avanti con coraggio tutti assieme. Altrimenti nessuno capirà mai che cosa vuol dire centrodestra sulla giustizia. Se andrete al governo dividendovi su un tema così delicato sarà difficile votarvi.