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La Rai alla prova del rinnovo dei vertici. Draghi non giochi contro i partiti, stavolta

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Francesco Storace
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Giornate bollenti a viale Mazzini. In settimana la politica sceglierà gli amministratori della Rai. Toccherà infatti a Camera e Senato eleggere quattro membri del consiglio di amministrazione dell’azienda del servizio pubblico radiotelevisivo. Un altro è stato già eletto dai dipendenti Rai, ed è l’uscente Riccardo Laganà. A seguire, sarà il governo – in consiglio dei ministri – a indicare i due nomi restanti per la presidenza e il ruolo di amministratore delegato.

 


I nomi che girano sono i soliti e in queste ore i partiti tireranno fuori i loro per i vertici Rai. Ma è inutile negare che gli occhi sono puntati sui capoazienda. In realtà è uno il decisore in Rai, l’Ad – che oggi è ancora Fabrizio Salini – mentre se riesce ad emergere con autorevolezza è sicuramente importante quel ruolo di presidente che in questo triennio è stato di Marcello Foa.
Tutto, per l’assemblea dei soci del 12 luglio, attendono le mosse di Mario Draghi, che manda in giro la voce di voler decidere lui. Esterni o interni, i due più importanti dovranno essere un uomo e una donna.
Chissà se il premier riuscirà a condurre in porto la sua “battaglia”, visto che la Rai è davvero strategica per i partiti. Anche perché c’è il nodo della commissione di vigilanza che deve ratificare con il voto dei due terzi dei commissari la nomina del presidente. E’ indubbio che anche se non formalmente ad essa è intimamente legata quella dell’amministratore. E se ci si sbilancia da una parte, bisogna compensare dall’altra.

 


C’è chi suggerisce la soluzione migliore a Draghi, quella del capo azienda interno alla Rai. Sarebbe indubbiamente un bellissimo segnale. Così come per la parità di genere ci sono tanti di quelle direzioni che c’è materia per soddisfare tutti e tutte…
Diciamo che mai come in questo caso, Draghi farà bene a sfoggiare prudenza. Non sempre le vicende legate alla tv e soprattutto a quella pubblica hanno portato bene ai governi che si sono messi troppo in mezzo.
Chi può gli suggerisca di verificare se è possibile una soluzione che possa trovare il gradimento dei partiti. E magari scoprirà che sarà la più imparziale. Sarebbe una rivoluzione a viale Mazzini.