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Ma esistono i video della rivolta dei detenuti? O pagano solo gli agenti?

Francesco Storace
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Non c’è dubbio che le immagini provochino problemi a chi ha una coscienza. Quello che secondo i video diffusi su come sarebbe stata sedata la rivolta carceraria a Santa Maria Capua Vetere non è roba per stomachi deboli.
Eppure, qualche riflessione va fatta anche di fronte a episodi violenti. Non stiamo parlando di eleganti luoghi di piacere, l’universo penitenziario resta abitato da fior di delinquenti e questo dovrebbe essere innegabile.
Si dice anche che chi indossa la divisa non lo è e quindi appare disdicevole quanto si vede dagli schermi. Però c’è un però.
Abbiamo per caso anche i video della rivolta dell’aprile dello scorso anno? Furono filmate le violenze di quei giorni? Ci furono aggressioni agli agenti della polizia penitenziaria?

 

 


No, non c’è il gusto della vendetta, dietro le domande che poniamo, ma semplicemente chiediamo di capire se non ci si sia trovato di fronte a falli di reazioni sicuramente gravi. Ma giustificano arresti in carcere o ai domiciliari oltre un anno dopo quei fatti?
Insomma, c’è da interrogarsi sulla gestione di quella vicenda e non semplicemente inginocchiarsi – come ormai va di moda – rispetto a fatti del genere. Troppo spesso in Italia ci si dimentica della vita che fanno i servitori dello Stato. Chi ha sbagliato dovrà pagare. Ma non si scambino per mammolette la gran massa dei detenuti. Perché vorrebbe dire far parte di un altro pianeta.

 


Ed è significativo quel riflesso condizionato che anima la sinistra italiana, che non si interroga affatto su quel che può essere accaduto contro gli agenti e che le immagini non hanno ancora mostrato. Criticano la visita di Matteo Salvini al penitenziario solo per buttarla nella solita caciara politica. Come se le voci della polizia penitenziaria debba essere ridotte al silenzio per ragioni di bottega elettorale.