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Il Vaticano non può discutere la legge Zan, l'Europa può contrastare Orban

Francesco Storace
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Però diciamolo è un po’ curioso quello che avviene sull’asse che da Zan arriva ad Orban.
Perché succedono cose che a leggerle assieme non si capiscono proprio.
Vediamo la strana legge del deputato Alessandro Zan.
Essa nasce per garantire diritti agli omosessuali contro i violenti che li aggrediscono. E ci mancherebbe altro che non debbano essere sanzionati.

 

 


Anche se rimane il dubbio se valga solo per alcuni cittadini e non per tutti, comunque ci potrebbe pure stare. Poi si pretende l’indottrinamento gender nelle scuole e francamente questo lascia un po’ perplessi, per essere gentili. Se io voglio unirmi a uno del mio sesso devo informarne la scolaresca? Tra poco così finirà.
Questo dubbio scatena il casino contro l’Ungheria per una norma che non discrimina gli omosessuali ma vuole evitare il tema da discutere con i minori in classe. È così grave questa cosa?
Di più: diventa un’interferenza di uno Stato sull’altro l’iniziativa della Santa Sede che allerta il governo italiano - a cui è legata da un concordato - dalle conseguenze che si rischiano con le norme di legge legate alle opinioni che potrebbero essere giudicate dal magistrato, con tutto quel che ne può conseguire.

 

 

 


Ebbene, quel che non è consentito da sinistra al Vaticano, è invece applaudito se l’interferenza - in questo caso si nega addirittura che ci sia - la commette l’Europa intera contro l’Ungheria
Insomma, siamo alla solita ipocrisia. Al canto del pensiero unico, come se ragionare attorno ad una legge in gestazione fosse proibito.
Dicono i tifosi di Zan: “Ma la Camera l’ha approvata!”. Bravi grulli, e il Senato che ci sta a fare? Potevate approvare il referendum Renzi e la seconda lettura non ci sarebbe stata. Ma la bocciatura di quell’iniziativa improvvisa dell’ex premier di Rignano oggi è suffragata dalla richiesta di pensarci bene. Non tutto il male viene per nuocere...