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Conte all'assalto di Draghi: le ostilità vere partiranno col semestre bianco

Francesco Storace
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Più è vicino il semestre bianco di Sergio Mattarella, ovvero il tempo in cui il Capo dello Stato non potrà più sciogliere le Camere, più Giuseppe Conte aggiusta la mira contro Mario Draghi.
L’assalto è pronto e le avvisaglie ormai ci sono tutti i giorni. Neppure un secondo dopo la visita di Ursula von der Leyen al premier italiano per il Pnrr, Conte se ne è uscito con una dichiarazione sgradevolissima, inelegante, bugiarda: “Il Recovery non è merito di Draghi, ma merito di tutti gli italiani”. Rosicone, si dice, rosicone che non è altro.

 


L’uomo che a Palazzo Chigi celebrava con diretta facebook anche se smetteva di piovere è arrivato a disconoscere l’autorevolezza del presidente del Consiglio arrivato dopo di lui. Non gli va ancora giù.
E deve comunque ringraziare se Draghi non gli ha replicato come meritava, ma la tentazione c’è stata, si racconta nel Palazzo. Che senso ha dire che “non è il Pnrr del governo di turno?”, perché una cafonata del genere a guastare un clima più ottimistico? Draghi non se ne capacita. Sembra preannunciare – Conte – una nuova forma di opposizione che persegua l’obiettivo di nuovi guai per l’Italia.

 


La guerriglia ormai è cominciata, anche perché Conte non solo deve ancora metabolizzare il lutto per la defenestrazione da Palazzo Chigi. Ma non manda giù neppure le nomine più recenti. Ha vissuto come una ferita personale il cambio ai vertici dei servizi di sicurezza e le varie, importanti nomine del premier.
Ormai tutti scommettono sull’apertura sostanziale delle ostilità a partire da luglio. Sei mesi dopo si dovrà votare per il successore di Mattarella e Conte non vuole lasciare il pallino a Draghi per altri sette anni. Prepariamoci a vedere ballare la politica come non mai. Ma è penoso che il valzer sia inscenato da un ex premier che non è stato capace di mettere attorno a sé una decente maggioranza parlamentare.