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Dopo Draghi, Conte sogna gli scatoloni anche per Grillo. I problemi li avrà il Pd

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Delirio di onnipotenza. O più semplicemente gioco alla cieca, colpendo dove capita. Giuseppe Conte ormai è in piena astinenza da potere e vuole recuperare il terreno perduto.
Ricordate i pieni poteri di cui si accusava Matteo Salvini? È nulla rispetto a quanto frulla nella testa dell’ex premier. Non solo sparla di Mario Draghi come un autentico usurpatore; ma ora si è messo in testa anche di far fuori Beppe Grillo come figura simbolo dei Cinque stelle. Anche se fuori dai giochi come guida politica, Grillo resta il Guru del Movimento, ma questo non sta bene a Conte che teme le ombre e vuole fargli preparare gli scatoloni.

 


I pentastellati sono in crisi politica – al punto che non riescono neppure a costruire una decente rete di alleanze col Pd se non a chiacchiere – e di identità, visto che crollano a ruota libera nei sondaggi.
E siccome quei numeretti Conte è abituato a leggerli con l’occhio vigile di Rocco Casalino – che torna in prima linea – si è messo in testa di sabotare il governo Draghi. Guarda i numeri collezionati da Giorgia Meloni in posizione di minoranza rispetto all’esecutivo, e sta pensando di fare la stessa cosa con il Movimento non appena ne assumerà formalmente la leadership dopo tanta fatica con la piattaforma Rousseau.

 


Se poi tutto dovesse cadere a semestre bianco iniziato per l’approssimarsi della scadenza del mandato di Sergio Mattarella al Quirinale, ancora meglio per i manovratori. 
Occorre solo capire in quanti gli andranno appresso. Il semestre bianco prima o poi finisce e andare alle urne un anno prima della fine prevista per la legislatura non raccoglierà molti consensi in casa Cinque stelle. Ma ormai Conte sta premendo l’acceleratore, costi quel che costi.
Il bello sarà che scaricherà tutte le tensioni sull’”alleato” Pd, che si troverà a pagare un ulteriore dazio agli scappati di casa…