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Conte sempre più ambiguo, si illude ma è già al crepuscolo. Si illude di cacciare Draghi

Francesco Storace
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A Giuseppe Conte piace fare l’ambiguo e si illude che sia questa la strada da percorrere per tornare in sella, e magari cacciare Mario Draghi, che considera una specie di usurpatore.

 


In realtà non sa che pesci prendere neppure per le amministrative. Sono candidati ad esempio due suoi ex ministri, entrambi cacciati da Draghi: Gaetano Manfredi corre per fare il sindaco di Napoli, e Roberto Gualtieri, in corsa nella Capitale d’Italia.
Per il primo Conte affronta anche le contestazioni dei dissidenti grillini del capoluogo campano, a Roma è lui che deve obbedire agli ordini della padrona di casa Virginia Raggi. Per questo motivo, l’ex premier ha dovuto anche rinunciare alla candidatura alla Camera nel collegio di Primavalle, nonostante gli piaccia da morire la parola “onorevole”.
A Torino lo schiaffo glielo hanno dato direttamente gli elettori del Pd alle primarie, facendo vincere il candidato più lontano dai grillini. E per questo a Bologna si schiera per la sconfitta della renziana Isabella Conti. C’è da diventare pazzi.

 

 

Diciamo che la partita spregiudicata di conte è quella che a Roma si definirebbe “’Ndo cojo cojo”…
Siamo alla ricerca di lampioni degna di un ubriaco che vuole fare il capo di un partito destinato al fallimento dopo tanti performance pazzesche. In realtà ha in testa solo una cosa: cacciare l’usurpatore Draghi senza dirlo ad alta voce. Prepariamoci a salutarlo per l’addio definitivo alla politica…
Perché chi si comporta in questa maniera alla lunga la paga, non si può pretendere di fare tutto e il contrario di tutto. E anche se Conte sventola sondaggi soddisfacenti, nessuno crede alla bontà della sua proposta politica. Fa solo casino. E non va bene. L’Italia non ha bisogno di bambini capricciosi cresciuti improvvisamente a Palazzo Chigi.