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Se il web sostituisce la denuncia all'Arma dei Carabinieri

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Ma il web può sostituire i carabinieri? Per una madre è più importante una denuncia a mezzo social che chiedere alle forze dell’ordine di punire l’aggressione del figlio disabile?

Sembra un mondo alla rovescia. Le regole sovvertite. E i delinquenti – perché di questo si tratta – la fanno franca.

Teatro della triste commedia è Villa di Briano, in provincia di Caserta. Qui si verifica una brutta scazzottata. Si dirà: “Sono ragazzi”. Manco per idea. Perché chi picchia è un atleta, chi resta a terra è un ragazzo che non ha il fisico per competere, essendo disabile.

Ma quel che è più incredibile è che la vicenda è venuta alla luce via social, perché la madre del ragazzo aggredito – sedicenne - ne ha pubblicato la foto dell’occhio nero con tanto di post: “Ha dato un pugno in faccia a mio figlio… gli ha gonfiato un occhio… fatto male a un dito… la differenza è che mio figlio è un ragazzo particolare: è quella la rabbia”.

Certo, ma perché non denunciarlo ai carabineri?

Tutto è accaduto al termine di una partita di calcio. Un destro ben assestato ha tramortito il ragazzo disabile. I carabinieri lo hanno saputo, ma non dalla madre, e qui la vicenda è davvero grottesca, imbarazzante.

Perché la madre della vittima non ha sporto denuncia.

Il 16enne stava assistendo ad una partita di calcio presso il campo sportivo di Villa di Briano. A fine partita dà una pacca sulla spalla ad un giocatore di 20 anni della squadra sconfitta e questi lo colpisce con un cazzotto in faccia.

Altra cosa incredibile è rappresentata dalle “scuse” del calciatore manesco, che ha aggiunto “non sapevo nemmeno che fosse disabile”. Come se possa essere normale prendere a pugni chi ti dà una pacca sulla spalla.

Viene da chiedersi che mondo sia, dove tutto ormai si misura sulla propria capacità di violenza e poi sul vittimismo via Facebook. No, fermate la carrozza, perché così non va davvero bene.