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Di Maio abbia coraggio e firmi i referendum sulla giustizia, lo sfida Salvini

Francesco Storace
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Adesso Luigi Di Maio non si può nascondere. Non basta dire “mi scuso” con l’ex sindaco di Lodi per i cori manettari che ne accompagnarono l’arresto cinque anni orsono, salvo poi dire di pentirsene di fronte all’assoluzione. (Anche perché significa che prima di una assoluzione si può dire di tutti a un imputato, ed è barbarie).

 

 


Il ministro degli esteri che con una lettera al Foglio passa dal giustizialismo al garantismo come se ingurgitasse una pillola, deve compiere un gesto più visibile. Concreto.
La sfida gliela lancia, rispondendogli sullo stesso giornale, Matteo Salvini. Se sulla giustizia ci deve essere una svolta, Di Maio ha una carta da giocare che sta nel referendum che vede collaborare la Lega con i radicali. Ci sta?
Scrive Salvini: “Troppo facile esprimere solidarietà per l’ennesimo caso di malagiustizia, se però non si muove un dito per cambiare la situazione”. Per il capo della Lega, i tempi “sono »finalmente maturi, anche nella coscienza dell’opinione pubblica, per mettere mano a un settore vitale per la nostra democrazia e che non può più andare avanti come se nulla fosse”, scrive ancora chiedendo di riformare il settore giustizia. “Propongo a Di Maio - è la richiesta al pentastellato - un impegno per sostenere i referendum che la Lega e il Partito radicale stanno preparando”. 

 

 


Quali? “Prevediamo, per esempio, l’introduzione della responsabilità civile dei magistrati che sbagliano”. “Mi preme ribadire che i referendum non sono ‘contro’ qualcuno ma sono ’per’ una giustizia efficace: molti magistrati, avvocati e uomini di legge ci hanno aiutato nella stesura dei quesiti e saranno fra i primi a firmare”, assicura il leader della Lega. “È ora di cambiare. La Lega e il Partito radicale ci sono. Ampie fette di centrodestra, idem. Mi piacerebbe avere anche il sostegno di Di Maio”.
Chissà che cosa si inventerà il ministro degli Esteri per sfuggire all’invito di Salvini. Certo è che non ci possiamo permettere mille innocenti in carcere ogni anno come risulta dai processi conclusi. E chi ha a cuore l’Italia sa che la giustizia è decisiva per la ripartenza. Di Maio abbia coraggio.