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Di Maio, la solita messinscena. Stavolta le scuse ma sulla giustizia resteranno forcaioli

Il vicepremier Luigi Di Maio

Francesco Storace
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Luigi Di Maio si conferma un politicante: il mestiere lo ha imparato facilmente. Doveva cambiare il mondo, è finita che il mondo ha cambiato lui.
Le “scuse” attraverso Il Foglio a Simone Uggetti, l’ex sindaco Pd di Lodi che fu sbattuto in galera per poi essere assolto una vita dopo, non sono sincere. Ma una messinscena per far vedere che lui è diverso, sinceramente pentito del giustizialismo di chiara marca pentastellata.

 

 


Non c’è da commuoversi di fronte alla lettera che Di Maio ha vergato. Perché era un atto dovuto rispetto a quello che è emerso sul comportamento dell’epoca di tutti i Cinque stelle nei confronti di quella storia. E perché nel Pd montava nelle ultime ore una rabbia sorda per quegli alleati che non si scusavano. Lo ha fatto lui, che tanto non ha cariche formali nel Movimento e può sempre essere smentito dai suoi. Che a loro volta non lo smentiranno perché nella commedia degli inganni col simbolo grillino ormai costoro hanno sovvertito ogni traccia di identità. Al potere costi quel che costi.
Ma ci saranno ancora altri passi da compiere se si vuole essere credibili. A partire dalla riforma della giustizia, che deve passare con un approccio più garantista che forcaiolo. Riusciranno i nostri eroi a bloccare i bollori della brigata Bonafede? Difficile, perché poi si beccheranno la sparatoria di Di Battista e dei dissidenti che sono ormai una marea. 

 


Il rebus vero riguarderà Giuseppe Conte, che ancora non riesce a venire a capo dei problemi che ostacolano la sua leadership. Ma siccome prima o poi ci arriverà, è lui che deve pronunciarsi su una deriva che ha avvelenato per troppo tempo i pozzi della politica italiana.
È l’ora di chiudere la stagione di un odio inaccettabile e comprendere che la giustizia ha i suoi tempi senza che per questo i partiti debbano giudicarne ogni atto, mettendo al bando persone che poi si sono rivelate galantuomini. Finirla per davvero, altro che scuse di plastica.