Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Il Pd di Letta pretende da Salvini quello che non è riuscito a fare quando governava da solo

Francesco Storace
  • a
  • a
  • a

Le pretese di Enrico Letta continuano a segnare la strada del governo di Mario Draghi in maniera piuttosto accidentata. E c’è da capire il premier quando dice al segretario del Pd che non può davvero immaginare di far digerire a Matteo Salvini quello che la sinistra non è riuscita a realizzare quando ha governato da sola nell’ultimo decennio.

 

 


L’agenda di Letta è fatta di Ius soli, legge Zan, patrimoniale, tassa di successione e tante altre diavolerie inimmaginabili. Il che è legittimo per un programma elettorale: si cimenti con queste bizzarrie quando chiederà il voto agli italiani, Enrico Letta. Ma non ad un governo che mette insieme forze politiche diverse, se non opposte, che hanno risposto all’appello del presidente della Repubblica per un esecutivo di tregua e di salvezza nazionale. “Nessuna coloritura politica”, disse Sergio Mattarella mentre chiamava Mario Draghi a rendere il suo servizio a Palazzo Chigi. Ma il Pd sembra non sentirci da quest’orecchio e la deriva estremistica impressa da Letta al suo partito può mettere a rischio la tenuta dell’esecutivo in carica.
La pandemia e la ricostruzione sono gli argomenti di cui devono parlare le forze politiche. Mischiarle con la legge Zan o lo Ius soli o addirittura con le tasse significa creare turbolenza a Palazzo Chigi. Mettere in difficoltà Draghi aiuta la Nazione?

 

 


A questa domanda Letta non risponde con sincerità, perché lui pensa solo ai sondaggi – magri – per il suo partito e non alle sorti di una Nazione che ha bisogno di fiducia e non dei giochi di prestigio di una classe politica sempre più in rotta.
Il segretario del Pd sembra in evidente difficoltà, anche per il fallimento del suo tentativo di alleanza strutturale con i Cinque stelle, che non hanno voluto cedere alle pretese dell’alleato. E se il centrodestra non sbaglia, il rischio karakiri alle amministrative è tutto per rossi e gialli. Quel giorno per Letta sarà pronto il bagaglio per il viaggio di ritorno a Parigi.