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Il professor Galli misuri le parole. Perché non serve terrorizzare gli italiani

Francesco Storace
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Potremmo chiamarle le meravigliose avventure del professor Massimo Galli, residente in Milano, ospedale Sacco. Teme la fine della popolarità e ogni tanto si avventura in previsioni apocalittiche sul Covid. Ma se tutto va come si vede, lui e i suoi colleghi spariranno dalle televisioni e la smetteranno di spaventarci.

 


A dire il vero, il prof reagisce al destino ed è tornato in tv, dalla Berlinguer, perché sente come un dovere la pratica del terrore. E ci ha annunciato che dovremo fare un test sierologico mensile per verificare quanto sia efficace il vaccino. E uno si chiede naturalmente che cosa abbiamo fatto di male a questa gente. No, non deve esserci spazio per il negazionismo. È bene osservare ogni precauzione. Ma non ci dobbiamo ammalare di consigli strampalati. Perché è sempre la solita storia: chi si alza per primo la mattina comanda. Poi l’ultimo va in serata in tv e sfascia tutto. Scienziati, medici, virologi. Il circo continua e il popolo non sa che pesci prendere. Non appena si sono cominciate a materializzare le prime riaperture, giù con le profezie sciagurate: “Ci saranno 1300 vittime al giorno! Vi aspetto il 25 maggio!”.

Professore, la data fatidica arrivò e la situazione migliora vistosamente. Non è che avete fatto un po’ troppa cagnara? 
Una frase di Galli in tv mi ha fatto venire i brividi. Più o meno ha detto che “per il momento al governo è andata bene, ma era legittimo avere delle perplessità”. E allora è un dovere chiarire, professor Galli.

 

Perché quello è un linguaggio degno dell’opposizione e non di uno scienziato impegno nel contrasto al Covid. Perché semmai avrebbe dovuto dire che agli italiani è andata bene e non al governo. Una frase del genere rischia di gettare nell’agone politico chi dovrebbe rassicurarsi sull’efficacia delle misure, senza dare l’idea di tifare per il contrario. Auguriamoci che sia stato uno svarione dovuto alla stanchezza. Perché non se ne può più di questa specie di tifo per il Covid senza fine.