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Fantastico Di Maio a caccia di immunità contro la giornalista

Francesco Storace
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È dal giugno 2018 che Luigi Di Maio tenta di sottrarsi alla giustizia. Reclama l’immunità parlamentare perché pensa che si possa diffamare senza pagare dazio una giornalista che fa il suo dovere: informare.

 

 


La storia riguarda Elena Polidori, rea di aver scritto nel lontano 2017 un articolo sul Quotidiano Nazionale e le altre testate del gruppo sulla vicenda relativa all’assicurazione stipulata dall’ex capo segreteria di Virginia Raggi. Un caso che suscitò molto clamore all’epoca. 
Ebbene, Di Maio prese carta e penna per segnalare all’ordine dei giornalisti alcuni casi di “comportamenti deontologicamente scorretti”. Tra questi, la malcapitata Elena Polidori.
Il caso vuole che però i Cinque stelle non abbiano mai presentato querela contro la cronista per i suoi articoli, non esitando a definirla come altri “al soldo degli avversari politici del Movimento”.
Quindi fu la Polidori a querelare per diffamazione Di Maio e la vicenda è andata avanti con diverse pronunce dei vari uffici giudiziari.
Poi, da un lato Di Maio scriveva di non voler alcuna immunità dal Parlamento; dall’altro si opponeva al ricorso della Polidori contro ogni ipotesi di archiviazione della sua denuncia. Non ignorando – l’allora vicepresidente della Camera - che si sarebbe comunque arrivati al giudizio di Montecitorio e dei suoi organi.

 


Con un limite però, che sarebbe difficile da valicare, perché rappresenterebbe davvero un privilegio. Per non processare Di Maio è necessario che ci siano atti parlamentari che giustifichino la sua azione almeno dal punto di vista del sindacato ispettivo. Invece ci sono solo contumelie messe per iscritto contro una giornalista che si è sentita giustamente offesa.
Da un esponente di quel livello dei Cinque stelle ci si attende non una presa d’atto “silente” del Parlamento (e a suo favore), ma una energica azione di rifiuto dell’immunità. Perché all’inizio del procedimento lo si può anche annunciare. Ma è alla fine che si scoprono le carte. Restiamo in curiosa e vigile attesa…