Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

I compagni europei bussano a denari a D'Alema. E lui gli vuole fare causa

Francesco Storace
  • a
  • a
  • a

Povero D’Alema. Nel senso che rischia davvero la povertà se dovesse andare in porto la causa che i socialisti europei gli vogliono intentare per quello stipendio da diecimila euro al mese che ora gli rinfacciano.
Se vogliamo è una storia davvero triste, è l’abbattimento delle statue di quelli che erano i miti della sinistra, perché il leader Maximo indubbiamente lo è stato.

 

Invece ora lo trattano come uno che si è appropriato di soldi non suoi, anche se è una storia tutta da verificare.
Repubblica l’ha portata alla luce ed è poi stata confermata, con un po’ di pudore, dalla fondazione dei socialisti europei.
La somma da restituire si aggira attorno a mezzo milione di euro. Però dicono, consapevoli del casino provocato, che "l'azione legale non esclude la possibilità di trovare una risoluzione extragiudiziale del caso sotto forma di accordo di transazione”. Tradotto: D’Alema era stipendiato da loro, il Parlamento Europeo rivuole quei soldi, lui dovrebbe restituire la somma e amici come prima. 

 

 


In pratica, bisogna sanare irregolarità emerse nel 2019. All’epoca uscì fuori la storia dei diecimila euro mensili dal 2013 al 2017.
Il contratto, dicono le fonti dei socialisti europei, non era mai stato presentato né convalidato secondo le norme e quindi è stato considerato nullo.
Ovviamente, D’Alema non ci pensa proprio a cacciare di tasca sua quei soldi che gli sono stati riconosciuti all’epoca per fare il suo lavoro in Europa. Ma chi sta dietro le quinte parla di un contratto segreto, appunto mai registrato. Un incarico che non è mai stato remunerato né prima né dopo quei 4 anni e che per 3 anni lo stesso D’Alema aveva svolto gratis, avendo già uno stipendio da parlamentare in Italia. 
Il casino è stato provocato dalla mancata ricandidatura di D’Alema, trovatosi improvvisamente senza stipendio. Ma, pare, non si poteva fare. Ora è lui che minaccia causa, danneggiato dalle voci che circolano.