Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Letta a rimorchio di Fedez tira fuori (di nuovo) la legge Zan dopo la figuraccia capitolina

Francesco Storace
  • a
  • a
  • a

Siamo alle bandierine da piazzare su temi che non c’entrano nulla col governo di Mario Draghi, con la salute degli italiani da tutelare, con il lavoro da far ripartire. Niente, per Enrico Letta la priorità su cui impegnare il Parlamento è la legge Zan. Comanda Fedez.

 

 


Dopo la figuraccia collezionata con i Cinque stelle sulla partita delle comunali di Roma, Letta ha individuato un terreno di scontro alternativo per far dimenticare la rovinosa caduta di Nicola Zingaretti nella corsa verso il Campidoglio. Parliamo d’altro, deve essere stata la parola d’ordine circolata nelle ultime ore al Nazareno dopo il bombardamento grillino.
Il segretario del Pd ha chiesto ai senatori di non modificare la norma approvata a Montecitorio senza modificare neppure una virgola. Il sedicente cattolico Letta se ne frega dei problemi posti da chi teme ripercussioni sulle opinioni, con quell’ambigua formula prevista dal disegno di legge in questione.

 

 


Torna evidente che al Pd del governo non gliene frega nulla, ha dovuto subirlo; e ora vorrebbe far inghiottire alla maggioranza larga che si è costituita attorno a Draghi norme che non riuscì a far passare neppure con il governo Conte 2. È la prova dell’effetto disturbo sull’esecutivo.
Che cosa può succedere? Assolutamente nulla se non incattivire il clima politico. Proprio perché nessuno vuole lasciare impunite le aggressioni nei confronti di persone omosessuali, sarebbe bene discutere articoli e commi che possano essere approvati da tutti. Se invece si vuole procedere a strappi, certo il governo non potrà mettere la fiducia e toccherà sorbirsi mesi di paralisi per quello che sarà l’inevitabile ostruzionismo di chi si oppone a questa legge Zan.
Un capolavoro, indubbiamente, per evitare che il Senato possa discuterne seriamente. Per il Pd sarà un clamoroso autogol che porterà tantissime persone ad aprire gli occhi nei riguardi di chi avrà tentato una inutile prova di forza. E per di più in un momento come quello che stiamo vivendo in Italia.