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Ecco perché è fondamentale la presenza della Lega di Salvini al governo

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Bisogna decidersi a riconoscere qualche merito a Matteo Salvini. Perché se la Lega non fosse entrata nel governo di Mario Draghi, tutti hanno capito che non si sarebbe votato. Semplicemente avrebbero trovato più facilmente “responsabili” attorno ad un nome più prestigioso di quello di Giuseppe Conte e l’Italia sarebbe precipitata in un caos incredibile.

Certamente la “dottrina Speranza” avrebbe fatto scuola, scordandoci riaperture e cancellazione del coprifuoco. L’iniziativa del leader della Lega – persino con la raccolta di firme – sta rompendo gli argini e questa settimana se ne discuterà in maniera seria. Altro che i diktat infantili del ministro della salute.

Così come un governo senza il centrodestra si sarebbe tenuto più agevolmente un personaggio come Domenico Arcuri. Le vaccinazioni continuerebbero a procedere a rilento con la chimera di quelle Primule che fecero ridere di rabbia mezza Italia. Per non parlare dei banchi con le rotelle a scuola.

Politicamente il clima sarebbe stato davvero rovente perché magari Draghi avrebbe potuto tentare in una “maggioranza Ursula” persino Forza Italia. Il regolamento di conti sarebbe stato terribile. Due anni orrendi di qui alle elezioni a scadenza naturale. Le opposizioni sarebbero state due, Lega e Fratelli d’Italia, ma senza lacuna possibilità di incidere per il bene del popolo italiano.

Ci sarebbe arrivata tra capo e collo anche una bella patrimoniale del tipo “ce lo chiede l’Europa”, e lo dimostrano i tentativi insistenti di tassare la casa.

Nel frattempo avremmo la legge Zan già approvata e magari anche lo Ius Soli, bandiere di una sinistra minoritaria nel Paese. Certo, i parlamentari avrebbero fatto le mitiche barricate, ma poi avrebbero perso la battaglia.

E nella società la situazione non l’avrebbe fermata nessuno, con tanta gente sbattuta in galera per aver manifestato dissenso. Vivremmo in un vero e proprio regime, altro che le misure subìte fino ad ora.

Adesso Salvini è impegnato pure su un nuovo fronte, quello dell’emergenza clandestini. Draghi ha dovuto sentire la sua voce, più ragionevole che mai, di fronte a migliaia di clandestini sbarcati a Lampedusa. Forse riusciamo a vincere anche questa battaglia, magari senza doverlo processare…