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In Europa vogliono ammazzare il nostro vino. Ora basta

Francesco Storace
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Bene, il ministro dell’agricoltura Stefano Patuanelli ha fatto sapere che non possiamo assecondare la pretesa dell’Unione Europea di annacquare il vino con l’acqua.

Perché, aggiungiamo noi alla sua timida dichiarazione, è un delitto contro le nostre produzioni ed è anche una schifezza contro il buongusto.

Tutto giusto. Ma in concreto che cosa intende fare l’Italia per opporsi ad una scellerata castroneria di quelle che ogni tanto piovono da Bruxelles?

Perché quelli intanto vanno avanti. E noi facciamo note ministeriali.

La lotta ai consumi alcolici la vogliono fare bandendo il buon vino dalla tavola? O non è l’abuso - piuttosto che l’uso - a dover essere contrastato?

Ci aspettiamo una discussione franca, aperta e non rassegnata da parte italiana nelle sedi comunitarie, perché ne va della serietà del nostro Paese.

Afferma giustamente l’Unione italiana vini: “Il vino consumato a tavola con il cibo è e resta il perno su cui è costruita la nostra civiltà gastronomica e il nostro modo di stare insieme con convivialità. Il vino è un elemento che crea socialità, comunicazione, condivisione”.

E poi c’è un dato da non sottovalutare affatto: l’Italia resta il principale produttore mondiale di vino, con 49.1 milioni di ettolitri, e il primo esportatore con 20.8 milioni di ettolitri, davanti alla Spagna con 20.2 e la Francia con 13.8. E’ anche un evidente attacco ai nostri interessi, che non si può affatto tollerare.

Ci avevano già provato con il Nutriscore, fa notare con una nota pesantissima la deputata europea della Lega Luisa Regimenti: ““Prima la follia del Nutriscore, che mette a rischio la bontà di un patrimonio Unesco come la ‘Dieta mediterranea’, poi altre discutibili proposte in materia agroalimentare. Adesso, l’ultima idea partorita dalla Ue è quella della dealcolazione parziale o totale del vino. Dopo quello “senza uva” e quello zuccherato, ora spunta l’ipotesi di aggiungere acqua al posto dell’alcol. Non è questa la strada giusta da percorrere. Dall’Europa ci aspettiamo politiche innovative e di sviluppo, non certo iniziative che hanno il solo risultato di incoraggiare frodi e contraffazioni, creare confusione nei consumatori e danneggiare un’economia che, come quella italiana, vanta in questo e in altri settori tanti prodotti di eccellenza, come appunto il vino, apprezzati in tutto il mondo. Mi auguro che la proposta resti sulla carta e venga subito archiviata”.