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La priorità di Letta? E' attaccare Salvini

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Il Pd di Enrico Letta non governa. Commenta.

E ogni giorno tocca ascoltare la voce dell’esule di ritorno dalla Francia che fa le pulci a Matteo Salvini.

Ormai, il segretario del Pd non ha più nulla da dire sull’agenda di governo. Come ha notato Stefano Feltri sul Domani, quello di Mario Draghi per il Pd sembra più un governo amico che non un esecutivo in cui riconoscersi. Sono sempre più orfani di Giuseppe Conte.

L’unica maniera che ha Letta per distinguersi sono proprio gli attacchi a Salvini. Che ora parlare, discutere, mettere in discussione misure che non condivide. E tutto questo dovrebbe pagarlo, il leader leghista, con l’uscita dalla compagine di governo. Perché lo stabilisce Enrico Letta.

Ma se dipendesse dal segretario del Pd, Salvini starebbe già in galera. Non fu casuale quella foto infame con l’uomo della Open Arms. Salvini è finito a processo per una accusa davvero incredibile, e Letta si è permesso la licenza di sfotterlo sui selfie.

E sempre Letta quello fuori binario, quando afferma che vuole dal governo una presa di posizione sullo ius soli e pure sulla legge Zan. Finge di non rendersi conto che un esecutivo come quello di Draghi si misura sulle cose che fa per pandemia, lavoro e ricostruzione e non su quello che farebbe comodo al Pd. Poteva starne fuori, se questo era il suo obiettivo.

 

A Salvini si rimprovera adesso la campagna contro il coprifuoco. Lo fa Letta. Lo fa anche Giorgia Meloni, con un ordine del giorno che rischia di essere controproducente in caso di bocciatura. Ma l’opposizione fa l’opposizione e quindi può tutto.

Letta invece pretende che la Lega stia al governo in silenzio. Ma così non funziona, perché sono proprio le misure di Draghi a dover essere discusse quando non vanno. Altrimenti la domanda sarebbe davvero “che ci stai a fare se nemmeno le contesti?”.

Prima o poi sarà Draghi a dover dire non tutti quelli del governo sono “brava gente”: il mirino sarà sul Pd che minaccia chi dissente.