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Ma che bravo Crisanti… se il ristorante fa male perché non ce lo avete detto anche prima?

Francesco Storace
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Chi ci ha esposto al rischio ristorante nei mesi scorsi? Perdonate la domanda provocatoria, ma se uno scienziato – così si dice – come Andrea Crisanti dice che per dare il buon esempio non andrà a mangiare al ristorante, dobbiamo porre qualche questione.

Siccome si dice che gli unici abilitati a parlare in materia di Covid sono i professionisti della salute, vuol dire che le zone gialle nei mesi scorsi, quelle in cui si poteva scegliere il locale per pranzare, sono state un colossale inganno.

Perché Crisanti dice che dà il buon esempio se non va a mangiare fuori? Che cosa comporta il pasto – addirittura all’aperto – nella trattoria sotto casa?

Adesso basta, perché questo è davvero terrorismo. Non se ne può più di questi soloni che ogni giorno ne inventano una nuova. E magari si offendono pure se gli fai notare la cretinata pronunciata.

Per Crisanti il lavoro non conta nulla. O meglio, conta solo il suo e tutti gli altri possono morire. Una maniera assai stravagante di salvare vite umane.

Oppure ci si deve dire chi è che ci prende in giro. Come se non bastassero i protocolli da seguire nei ristoranti. Come se i vaccini non servissero più. Come se tutto quello che ci hanno messo in testa finora fosse già confinato nel dimenticatoio.

Probabilmente gente come Crisanti vuole dimostrare di militare nel partito di quelli che ce l’avevano detto…

Ma c’è il dovere della serietà anche per quelli come lui. A meno che non si voglia parlare di effetti collaterali da vaccinazione, la strampalata uscita del professor Crisanti andrebbe sanzionata con un pubblicizzato allontanamento da ogni televisione pubblica e privata.

Non bastavano i provvedimenti contestati sulle cosiddette riaperture; non erano sufficienti i ristori col contagocce; adesso ci si mettono pure Crisanti e soci ad ostacolare la ripresa delle attività, sia pure a rilento. Difficile poi dare torto ad una categoria esasperata, quella dei ristoratori, che davvero non vede la fine del tunnel dei sacrifici.