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Adesso Morra pretende gli elenchi dei vaccinati. Ma che c'entra l'antimafia?

Francesco Storace
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Sembra un gioco, ma si tratta di istituzioni. Ormai siamo tutti così abituati alle “cose strane” di Nicola Morra, che non si fa più caso a quello che pretende di fare.

Ora l’esponente grillino (o ex, o forse) si è inventato di pretendere gli elenchi dei vaccinati dalle Asl. Come se si trattasse di questioni di camorra, mafia o ‘ndrangheta.

Se ci sono furbetti, vanno scovati e sanzionati (se le norme lo consentono). Ma che sia l’antimafia a fare “giustizia” è davvero insostenibile.

Eppure, Morra ci prova. Per fugare ogni dubbio sulla polemica che lo ha contrapposto alla Asl di Cosenza che lo ha accusato di voler favorire suoi parenti, il presidente dell’Antimafia vuole colpire tutti, con una teoria un po’ bizzarra, per la verità.

 “Avanzeremo richiesta degli elenchi dei nominativi vaccinati ricadenti nella categoria ’altro’ che in Sicilia, Calabria, Campania e Valle d’Aosta risultano avere numeri ben maggiori rispetto alla media nazionale”. E aggiunge: “Anche la Commissione regionale anti ’Ndrangheta calabrese si è riunita per discutere riguardo le ’metodologie utilizzate per la somministrazione di siero ad ’altre categorie’, in Regione si è provato a capire se dietro le circa 85 mila vaccinazione ascritte alla categoria ’altro’ si possano nascondere persone non aventi diritto”.

Proviamo a immaginare se qualche Asl dovesse domandare a Morra “A che titolo li chiede”… Si scatenerebbe la caccia all’uomo…

Ma c’è chi non ci sta e glielo dice. “Il presidente dell’Antimafia Morra esibisce un’altra delle sue improbabili iniziative”. A parlare è il deputato di Italia Viva, Gennaro Migliore: “Si tratta di una richiesta, con tanto di sollecito, del tutto impropria. Dopo le intemerate nelle Asl cosentine, Morra pretende di identificare anche i vaccinati? Si rende conto il presidente che si tratta di dati sensibili? E poi, cosa c’entra la commissione Antimafia? Se ci fosse qualche sospetto fondato dovrebbe andare a denunciarlo all’autorità giudiziaria, che è cosa ben diversa da un presidente di commissione d’inchiesta. Penso - conclude Migliore - che i presidenti della Camera e del Senato debbano intervenire per ricondurre tali iniziative nel loro alveo naturale, ovvero nel campo delle boutade in diretta Facebook”.

In effetti…