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Ora escono fuori le quote rosa anche per le strade delle città

Francesco Storace
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Nascondete la toponomastica di Torino. Perché se la moda prende piede, tutta Italia dovrà cambiare i connotati alle strade delle città e i documenti alle famiglie residenti.

Sottotraccia, nel capoluogo piemontese sta montando una polemica per una curiosa e clamorosa decisione, una specie di quote rosa applicata alle vie della città.

A quanto pare, l’idea del comune governato da Chiara Appendino punta a dedicare più targhe possibile alle donne piuttosto che agli uomini per colmare il divario esistente tra i genere quanto a intitolazioni.

Non che piazza Castello debba diventare Castella – a quello ci penserà Laura Boldrini ove mai diventasse sindaco di Torino – ma ci siamo quasi. Una fissazione. Come se l’intitolazione di una strada dipendesse dal genere maschile e/o femminile e non dal merito.

Tutto questo accade perché uno studio ne avrebbe calcolato il numero in tutto il Paese. Risultato, il “maschilismo” imperversa ovunque, appena il 5 per cento delle strade sono declinate al femminile. E Torino abbassa la media, ne ha meno del 3 per cento e quindi bisogna provvedere.

A Roma si potrebbe dire troppi imperatori e poche imperatrici, molti re e meno regine…

Però stiamo parlando di un argomento serio come la parità di genere che si butta in caciara con paragoni siffatti. Le strade delle città riguardano nomi, montagne, fatti, storia. Come si fa a pensare ad una toponomastica “innovativa” dal punto di vista del genere è davvero un mistero. Se si merita l’intitolazione della via è per merito e non per genere, almeno crediamo.

Invece, tutto si trasforma in propaganda, clamore mediatico, grancassa politicante.

Che alla fine riduce ad una disputa abbastanza ridicola un tema che è importante perché riconosce un ruolo storico a ciò che si decide di ricordare con una strada. Certo, ci sono molte donne che meriterebbero un gesto da parte delle città, ma non solo per il loro genere. Invece, si preferisce montare una polemica di cui non si sente davvero il bisogno. Di questi tempi, poi…