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Merkel Boldrini, trova le differenze tra una statista umile e una signora in decadenza

Francesco Storace
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Questione di differenze. E di diffidenze. Queste ultime, riconosciamolo, prevalgono quando ci sono comportamenti da mettere a paragone.
È stata la settimana di due modi diversi di rapportarsi con la pubblica opinione. Rappresentati da due donne, una che ha scelto di essere alla fine della propria lunga carriera, come Angela Merkel. L’altra, che la carriera la finirà presto per assenza di consensi, Laura Boldrini.

 

 


La cancelliera tedesca sta combattendo per il suo paese contro la pandemia. È una battaglia che coinvolge tutti i governi del mondo, e solo in Italia abbiamo avuto un esecutivo che si vantava del nulla, come quello di Giuseppe Conte.
Ebbene, subito un uragano di critiche per la decisione assunta su un lungo lockdown in Germania, Angela Merkel si è ricreduta sulle misure troppo restrittive da adottare e si è scusata con il suo popolo. Sembra di vivere sulla Luna e invece siamo in Italia: qui scrivono libri, come ha fatto il ministro della Salute Roberto Speranza, su quanto siamo stati bravi. Per scusarsi senza ammetterlo, lo ha ritirato.
Chissà quando avremo personalità di quel livello comportamentale, il che non significa certo doverne condividere le idee. 
Ma noi ci dobbiamo accontentare di Laura Boldrini che non si scusa per le sue clamorose gaffe. Non versa la liquidazione alla colf arrivata dalla Moldavia, manda l’assistente parlamentare a prenotare per lei trucco e parrucchiere. E a giustificazione accampa il fatto di essere una donna sola. Poverina.

 

 


Quante donne sole telefonano al loro parrucchiere e addirittura fanno la spesa, onorevole? Ma davvero questo è il livello delle risposte che si danno ad una pubblica opinione rimasta a bocca aperta per il comportamento di una donna che ogni giorno dà del razzista a chi magari fa una battuta sul migrante e si spertica in difesa delle donne, salvo quando lavorano per lei?
E adesso, signora?
Arrampicarsi sugli specchi non è degno della funzione ricoperta. Bastava dire: “Ho commesso due errori e mi scuso con li ha subiti e con il popolo che mi credeva diversa”.
Cavarsela con una comoda intervista a Repubblica significa essere posseduti dal delirio di onnipotenza. Non sta bene.