Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Il portafoglio del nemico colpito da magistrati e politici. Ma non va bene

Francesco Storace
  • a
  • a
  • a

Colpire al portafoglio. Sta scadendo davvero il dibattito politico se chi guadagna di più vuole fare ancora più soldi a suon di querele presso la giustizia civile.
Il tema riguarda anzitutto politici e magistrati, titolari di funzioni rilevanti sotto il profilo costituzionale.

 

 


L’ultima “pratica” del genere riguarda Vittorio Sgarbi, chiamato a cacciare quattrini in tribunale civile dal dottor Giancarlo Caselli. Coimputato è Alessandro Sallusti, direttore del Giornale, che non ha l’immunità parlamentare.
Il fascicolo è appena approdato alla giunta per le autorizzazioni di Montecitorio dove il presidente Andrea Delmastro (Fdi) ne ha dato notizia ai componenti dell’organo parlamentare.
Fascicoli del genere ce ne sono in quantità industriale presso i tribunali civili della Repubblica e il tema sta diventando assolutamente inquietante.
Qualcuno dovrà porre mano all’etica della verità, che non può essere la maniera per fare soldi confidando sul passo falso del nemico.
Qui non si tratta solo di giornalisti.

 

 


Tutt’altro, riguarda quelle che si considerano le caste più potenti.
Magistrati che querelano in sede civile confidando nei loro colleghi. Politici che fanno altrettanto in sede civile intimidendo la controparte con il proprio peso specifico nella società e nelle istituzioni.
Tutto questo non va più bene. Sicuramente c’è il diritto a non essere diffamati, ma la spasmodica richiesta di risarcimento pecuniario senza l’onere della prova è davvero deprimente.
Ci vorrebbe un articolo di legge, piccolo piccolo, per stabilire che magistrati e politici, se si ritengono diffamati, si rivolgono alla giustizia penale.
Dovrebbe essere vietato il ricorso al tribunale civile per chi detiene un potere rilevante nella società: se ha ragione gliela darà il giudice della causa penale. Ma pensare di fare cassa perché qualcuno ti maltratta e a te basta quello per ottenere il bottino è indecente.
Non può essere un privilegio da coltivare persino di fronte alla legge essere magistrato o politico. Ma anche basta.