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Speranza in fuga dai giornalisti diventerà un problema anche per Draghi

Francesco Storace
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Roberto Speranza se la fa addosso. Non risponde ai giornalisti. Ha il terrore delle domande scomode. Sceglie i propri interlocutori e respinge i cronisti che non gli garbano. È un problema che prima o poi si dovrà porre anche Mario Draghi.

 

 

 

Aver mantenuto al suo pasto il ministro della pandemia ha stupito molti. L’atteggiamento silente rispetto alle richieste dell’informazione avvilisce. Perché ignora il dovere della trasparenza. Ormai Speranza lo conoscono tutti anche all’estero. Der Spiegel ne ha tirato fuori un ritratto non lusinghiero dalla Germania. Eppure tace.
Se ne è accorto – o meglio ha deciso di denunciarne a latitanza – Massimo Giletti. Il conduttore di Non è l’Arena è passato alla controffensiva rispetto ai silenzi del ministro e lo ha fatto nero su facebook: “Anche questa settimana abbiamo invitato Speranza...
Io a fine anno farò vedere l'elenco di tutti gli inviti che gli abbiamo fatto e le risposte che Speranza ci dà: una volta è al mare, una volta in collina, una volta da Fazio, una volta da Mara Venier, una volta non lo so...
Ma una volta a rispondere a delle domande...
Veramente, Ministro Speranza... Ma perché scappa sempre?...
Perché non affronta non me, ma i colleghi di Report e altri che fanno domande? ... Ma perchè ???"
Già, perché? È una vergogna questo atteggiamento. E un ministro come quello della Salute non se lo può permettere. Perché tutti gli italiani hanno diritto di trovare risposta alle domande.

 


Il conduttore della trasmissione di La7 continua a chiedere al ministro della Salute di rispondere alle domande che vuole porgli sulla pandemia, i vaccini e tutto quello che succede a proposito di Covid.
E invece, come ha scritto Giletti, Speranza è sempre altrove. Indisponibile. Latitante. 
Sbaglia e di grosso il ministro. Se un giornalista chiede di potergli fare delle domande, non è previsto che un ministro possa dire di no. Viviamo in una democrazia. Chi sta al governo non ha alcun diritto alla silenzio, all’omertà, alla fuga. Giletti, come chiunque tra noi, sta lì perché qualcuno deve poter chiedere che succede al ministro. Se si rifiuta vuol dire che Speranza nasconde qualcosa. Ma prima o poi la verità verrà a galla.