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Una botta da tre anni e mezzo. Poi, in appello, assolto perché il fatto non sussiste

Francesco Storace
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Edoardo Rixi, leghista ligure, benvenuto nel club di quelli che hanno ragione ma vanno attaccati (Palamara docet).

Rixi assieme ad altri imputati tutti assolti. Tutti dileggiati dopo il primo grado. Messi all’indice. Travagliati....

Lo accusarono di spese pazze alla regione Liguria: i pazzi sono stati quelli che lo hanno perseguitato rimanendo con un pugno di mosche in mano.

Adesso ci vorrebbe più di una spiegazione. Perché certi atteggiamenti giudiziari compromettono anche la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Per chi ha scarsa memoria, Rixi era viceministro nel primo governo di Giuseppe Conte. E per ragioni di squisita sensibilità istituzionale si dimise dall’incarico. Come accadde a chi scrive, da ministro.

Il clamoroso rovesciamento del verdetto di primo grado, quale risarcimento prevede, visto che i giudici non pagano mai?

Chi restituirà a Rixi quello che si era guadagnato col lavoro politico di anni?

Pongo la domanda proprio perché vorrei capire se i tempi cambiano dopo che a me non capitò di essere “risarcito”.

Ma quella di Rixi è invece una ferita troppo fresca, che non può essere rimarginata solo con qualche evviva e una pacca sulle spalle.

Ci sono momenti in cui la politica e le istituzioni devono saper mostrare di essere vive. E se a uno gliela fai pagare perché sta dalla parte sbagliata, arriva il momento in cui dici che stavolta chi ha pagato riceve il maltolto.

Non sono amico di Edoardo Rixi, che ho visto rare volte. Ma la sua vicenda è emblematicamente scandalosa di una sudditanza della politica alla magistratura. Che deve cessare.

Nessuno spirito di rivalsa, ma giustizia vera anche dal punto di vista umano e politico.

Perché altrimenti ci vuole poco a far fuori gli avversari. O ad applicare due pesi e due misure a seconda se stiamo a destra o a sinistra.