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Enrico Letta gioca a fare l'anti-Salvini: ma il suo tentativo si schianterà al muro. Ecco perché

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Abbiamo il nuovo anti-Salvini: è Enrico Letta, che si candida al ruolo. Ogni dichiarazione del neosegretario del Pd va in questa direzione. E arriva persino a pensare di sbeffeggiarlo, paragonando il leader della Lega a quei 60 milioni di italiani che fanno l’allenatore della nazionale di calcio. Perché interviene su tutto, come se fosse precluso al capo del primo partito italiano.

 

 


Ma il tentativo del numero uno del Nazareno – è presto per definirlo davvero il leader con tutte le correnti che agitano la ferraglia nelle retrovie – è destinato a infrangersi.
Perché il Pd vive sulla Luna, è un partito di solo apparato, è ormai privo di un’identità propria. Campa solo contro l’altro.
Lo fece quando cadde il governo Conte 1, anziché andare alle elezioni. Lo ha fatto anche ora, nella nascita dell’esecutivo Draghi. La paura fa 90. E anche se Letta ha detto che “non possiamo essere solo un partito di potere”, guai a pensare di sottrarre alle correnti un ministero, un assessorato, una commissione.

 


E con queste premesse vuol fare, il Letta di ritorno da Parigi, l’anti-Salvini. Certo, può aspirare al ruolo con lo Ius Soli, anche se mette benzina nel motore del nemico. Può anche proporre un bell’inasprimento della pressione fiscale. E magari vietare anche i matrimoni tra uomo e donna, non si sa mai conquistasse voti speciali.
La realtà è che la sinistra cerca il nemico fuori quando lo ha dentro casa. E solo così si spiegano le parole d’ordine con le quali il Pd vuol tentare di tornare al centro della scena politica. Sennò come si sottrae all’abbraccio mortale dei Cinque stelle che puntano a soffiargli l’egemonia dell’opposizione, perché quello sarà in destino di entrambi?
Fa il furbetto Enrico Letta, anche sul piano del politichese. Elogia Renato Brunetta per caricarlo ancora di più contro il centrodestra, e fa il gentile con Giorgia Meloni per tentare di separarla da Matteo Salvini. Ma il suo tentativo si schianterà contro il muro. Delle correnti interne e del consenso esterno. Reclutare il nuovo segretario all’estero ha un effetto sorpresa all’inizio, poi ricominciano come prima. Basta aspettare, ma senza prendere sonno.