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“Ero straniero”: il fallimento di una campagna puramente demagogica

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Vorrebbero regolarizzare una marea di clandestini, ma lo Stato non ne ha la forza. Per la sinistra questa è una colpa grave, perché se le sue priorità non sono rispettate non vale.

Ma la demagogia non può superare i limiti che si può dare l’organizzazione dello Stato, però loro insistono a suon di interrogazioni parlamentari. Il fallimento della campagna “ero straniero” è sotto gli occhi di tutti, ma loro non ci stanno. Lo scrivono Erasmo Palazzotto di sinistra italiana (o ex?) e persino Emma Bonino, che sogna di considerare semmai gli italiani stranieri a casa loro.

Se al 31 dicembre 2020, sulle oltre 207.000 domande presentate dal datore di lavoro per l'emersione di un rapporto di lavoro irregolare o l'instaurazione di un nuovo rapporto con un cittadino straniero, in tutt'Italia sono stati rilasciati 1.480 permessi di soggiorno, lo 0,71 per cento del totale, con chi te la vuoi prendere? Ci sono regole ben precise che vanno rispettate e non è una campagna a determinare il loro superamento.

A quanto risulta – e che scatena gli atti parlamentari “indignati” - al 16 febbraio 2021, secondo i dati del Ministero dell'interno, solo il 5 per cento delle domande presentate sarebbe giunto nella fase finale della procedura, mentre il 6 per cento è nella fase precedente della convocazione di datore di lavoro e lavoratore per la firma del contratto in prefettura e il successivo rilascio del permesso di soggiorno. E quindi? Che cosa si pretende? Superlavoro per regolarizzare i clandestini? Hanno tutti ragioni da accampare? Non vanno svolte con rigore le istruttorie su ogni singolo caso?

I promotori della campagna lamentano che in circa 40 prefetture, non risultano nemmeno avviate le convocazioni e le pratiche sono ancora nella fase iniziale di istruttoria. Lo dicono senza rendersi conto della situazione reale nei territori, evidentemente.

In questo momento particolare, è evidente che ci sono ben altre priorità da garantire. Ma quelli che i quali gli immigrati vengono prima di tutto non riescono a comprenderlo. Ce ne faremo una ragione.