Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Lo scontro interno al Pd potrebbe portare alle elezioni anticipate

Francesco Storace
  • a
  • a
  • a

Nel Pd si devono essere rassegnati a fare a lungo l’opposizione. Perché non si spiega altrimenti il livore interno che emerge dai comunicati. E’ stato sufficiente un sondaggio diffuso da Enrico Mentana sulle potenzialità dei Cinque stelle con Giuseppe Conte alla guida per scatenare il pandemonio.
E la prossima assemblea nazionale di metà marzo – se Nicola Zingaretti non riesce a governarla – rischia di assomigliare alla corrida.

 

Al Pd ha fatto male l’uscita di scena di Conte da Palazzo Chigi. Avevano investito tutto su di lui – in particolare lo stesso Zingaretti e Goffredo Bettini – ma quello pare essersi andato ad infilare nella marmaglia pentastellata e addio al “punto di riferimento dei progressisti”, come cianciavano al Nazareno fino a poche settimane orsono.

Ha ripreso fiato soprattutto quella componente che rifiuta l’alleanza strutturale con i grillini. E per tutta risposta Zingaretti ingrana la marcia alleandosi proprio con loro nella giunta regionale del Lazio.
Infine, la botta sulla legge elettorale. Dopo aver brigato per il proporzionale, Zingaretti ora pare rassegnato di nuovo al maggioritario e becca nuove legnate dalla minoranza interna. Ovvio che non voglia fare alcun congresso. La scommessa è capire se riuscirà a frenare l’onda. Lui ha ragione quando dice di non aver toccato i capigruppo di Camera e Senato, Del Rio e Marcucci, entrambi ex renziani. Gli rispondono che non ne aveva la forza in Parlamento.

 

 

Insomma, il Pd rischia – dopo l’esperienza Draghi e all’indomani delle elezioni che prima o poi arriveranno – di dover vivere una lunga stagione all’opposizione. Che sancirebbe il suo ruolo minoritario nel Paese, anche se finora al governo ci è sempre andato anche perdendo ogni consultazione elettorale. Chissà se lo scontro interno, pur di non andare a congresso, non possa invece agevolare proprio il ricorso anticipato alle urne. 
Nella storia della politica italiana è già successo. Zingaretti o voto potrebbe essere il nuovo ritornello.