Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Se la Lega fosse rimasta fuori dal governo ecco come staremmo oggi

Francesco Storace
  • a
  • a
  • a

Proviamo a chiudere gli occhi e a immaginare che cosa sarebbe accaduto se la Lega fosse rimasta fuori dal governo Draghi.

Domenico Arcuri starebbe ancora al suo posto, nessuno nella maggioranza avrebbe chiesto il suo allontanamento.

Il piano vaccini non si cambierebbe.

Non si parlerebbe di produzione di vaccini in Italia.

Idem per il capo della protezione civile Borrelli.

Non si parlerebbe affatto di provvedimenti sulle cartelle esattoriali.

I poliziotti non vedrebbero il Taser neanche col binocolo.

 

Sul codice degli appalti nessuno fiaterebbe.

Non ci sarebbe un ministero ad hoc per il turismo.

Non ci sarebbe un ministero ad hoc per le politiche sulla disabilità.

Ora si dovrà cambiare passo anche sulle politiche migratorie, perché la stagione degli sbarchi clandestini - con tanto di speculazioni economiche - dovrà cessare e comunque rallentare di molto.

Va tutto bene? No, nessuno può dirlo, ma se al governo a far compagnia a Mario Draghi fossero rimasti quelli del Conte Ter con un gruppo di responsabili e un pezzo di forzisti scissionisti non avremmo potuto immaginare di tornare a vedere l’alba.

Certo, ci sono ancora Speranza, Lamorgese, Di Maio: ma in una settimana non si può ottenere di più.

E poi magari cambieranno atteggiamento anche loro, rendendosi conto che Draghi non vuole altri passi falsi.

Se col piano vaccinale - e soprattutto rastrellando i sieri che servono sul mercato e producendolo in casa nostra - si riuscirà a centrare l’obiettivo della messa in sicurezza degli italiani; e sul Recovery plan si riuscirà a spendere bene le risorse europee; ne sarà davvero valsa la pena.

Matteo Salvini ha rischiato di brutto, ma forse l’impresa riesce nel suo intento. Poi, certo, si dovrà andare a votare. E vedremo chi raccoglierà i frutti del coraggio messo in campo con il governo Draghi. Certo, pare difficile vedere sin da ora grandi folle acclamare Nicola Zingaretti e il Giuseppe Conte di nuovo conio. Anche perché prima i due dovranno regolare i conti tra di loro…