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Come Salvini e Berlusconi hanno scatenato il panico tra Pd e Cinque stelle

Francesco Storace
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Chi cercava controprove sull’effetto governo alla decisione di Lega e Forza Italia di sostenere Draghi ha materiale abbondante di lettura.

Quello che sta succedendo nei Cinque stelle e nel Pd è davvero incredibile. Si stanno spappolando da soli.

I grillini, ad esempio, col vertice del mistero sul coinvolgimento di Giuseppe Conte. Cioè, discutono se farsi capeggiare da un premier che ha fatto alleanze praticamente con tutti e che ha fallito alla prova dei fatti: cacciato da Matteo Renzi col suo 2 per cento, gli sono mancati i “responsabili”. E ancora fiata...

Ancora più paradossale quello che succede in casa di Nicola Zingaretti.

“Mai con i Cinque stelle”. “O Conte o voto”. Il leader Pd è passato senza problemi all’alleanza strutturale con i Cinque stelle al punto da dare il buon esempio reclutandoli nella sua giunta del Lazio.

E poi ha mollato le due opzioni su Conte e sul voto rifugiandosi nell’esecutivo di Draghi dove non ha potuto neppure fare il ministro, sennò sarebbe toccato anche a Matteo Salvini.

E tanto per non farsi mancare nulla, Zingaretti è riuscito a litigare con le donne del partito per le scelte di governo su ministri e sottosegretari e adesso la rissa si sposta pure sulla voce segreteria di Andrea Orlando, che è pure ministro del Lavoro.

Gli toccherà la sfida congressuale contro gli ex renziani tornati renziani, che saranno capitanati da Stefano Bonaccini contro Nick.

Un capolavoro, insomma.

Alla fine hanno avuto ragione Salvini e Berlusconi, la cui mossa ha seminato il panico dall’altra parte del campo, con ferite che saranno difficile da rimarginare.

Certo, poteva andare meglio, ma in politica è sempre così. E se ci sarà l’attesa svolta sulla campagna di vaccinazione ed un’accorta gestione dei fondi europei, sarà un trionfo. Chi si ostina a non capirlo, non conosce la politica e ne parla a vanvera.