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Questa sinistra anti Bonaccini ce l'ha con Mattarella 

Francesco Storace
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Fa rabbrividire questa frase: “Qualcuno dovrebbe ricordare a Bonaccini che l’abbiamo votato per fare muro contro Salvini, non per alzargli la palla.
Saranno gli effetti di questa orrenda unità nazionale, ma con la salute non si scherza.
Pensino ai ristori, anziché alla propaganda”. È di Giovanni Paglia, deputato dell’estrema sinistra nella scorsa legislatura. E descrive la fatica ideologica che frappone quel mondo agli italiani.

 

 


Lo scudo Salvini serve per demonizzare il governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini che ha osato dar ragione a capitan Matteo per le riaperture serali dei ristoranti.
Certo, in quei locali non troveremo la Cgil che agita drappi rossi. Ma più semplicemente partite Iva che campano del proprio lavoro.
E se a loro aggiungo il leader della Lega ne viene fuori una miscela insopportabile per chi si nutre ancora di tanti anti...
Non va bene però. Se Sergio Mattarella ha chiesto di deporre le armi della politica per contrastare la pandemia, l’insulto continuo non va bene. Soprattutto se si concilia malamente con l’attacco al nemico più vicino. In questo caso Bonaccini, il traditore.
Occhio che il problema non riguarda più solo soggetti caricaturali come quelli che stanno all’estrema sinistra. Perché le bordate al governatore arrivano anche da casa sua, quella di oggi, il Pd.

 

Raccontano che Zingaretti si sia molto adontato per l’uscita di Bonaccini, che già vede come il fumo negli occhi per il timore di trovarselo come prossimo antagonista al congresso del partito (quando ci sarà).
Ma tutto questo la dice lunga sulla diffidenza con cui certa sinistra ha accettato la sfida di Draghi. Con le solite riserve mentali, con la presunzione di impartire lezioni a tutti.
Quando Bonaccini dice sì alla proposta di Salvini abbatte steccati che altri vogliono mantenere alzati. Sono quelli che non hanno compreso che cosa ha chiesto Sergio Mattarella alle forze politiche.