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Basta annunci sul Covid. Ci servono più vaccini e meno lockdown

Francesco Storace
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Il solo fatto di sentir tornare a parlare di zona arancione per tutta Italia fa venire il mal di stomaco. È come se non dovesse mutare mai nulla nelle decisioni di contrasto alla pandemia.
E lo fa notare per primo Matteo Salvini, che sul tema è chiaro da tempo: si può adottare qualunque misura, ma va spiegata e presa con raziocinio
Soprattutto evitando la solita mania degli annunci, gli allarmi, le paure seminate ovunque.

 


Si deve intervenire semmai in modo rapido e circoscritto, puntando in primis sull’accelerazione del piano vaccinale, e senza gettare nel panico l’intero paese. Il leader della Lega lo ha detto sin dalla nascita del governo di Mario Draghi: la politica sanitaria per contrastare il Covid deve cambiare passo.
Purtroppo, dalle parti di Leu, il partitino del ministro, sembrano farne una bandiera politica, come se la maggioranza di oggi possa fare le stesse cose di quella di ieri. Ma inaspettatamente il leader leghista raccoglie il plauso di un moderatissimo, di solito non concorde con le sue posizioni, Gianfranco Rotondi: “La posizione di Matteo Salvini è corretta e condivisibile: da un governo nuovo è lecito attendersi soluzioni strutturali e definitive, non lockdown ormai assurti a dimensione ideologica. Dal governo vogliamo vaccini, non lockdown”.

 


Una ragione se la dovrà fare la sinistra rimasta al governo, perché è ora che la discussione non sia più all’interno di pochi, ma coinvolga le forze politiche che poi avranno l’onere di spiegare agli italiani che cosa sta accadendo per sconfiggere un virus che finora ha marciato come voleva.
Se il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha sollecitato i partiti al varo di un esecutivo di salvezza nazionale senza coloriture politiche, questo vuol dire che non ci sono territori istituzionali proprietà di pochi eletti. Tutti devono poter sapere tutto. Altrimenti si torna all’assenza di trasparenza di prima, quella che non è riuscita ad impedire la morte di quasi centomila cittadini italiani.