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A sinistra giocano sul tasso di europeismo della maggioranza per far fallire Draghi

Francesco Storace
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Mario Draghi capirà al volo di chi potrà fidarsi e di chi no, nella sua vasta maggioranza. Gli orfani di Giuseppe Conte, ad esempio, che brigano per condizionare il premier sia con il fantasioso intergruppo tra Pd, Cinque stelle e Leu; sia con la propaganda, con un coro di segnalazioni su un “europeismo” che non è un gran novità per quel che riguarda il profilo del nuovo inquilino di Palazzo Chigi. E certo non ci si poteva aspettare da Draghi l’inno Padania libera

 


Matteo Salvini invece si è messo a dialogare anche con quelli che fino a un po’ di tempo fa erano avversari politici, interpretando come Sergio Mattarella non avrebbe mai creduto, lo spirito dell’appello del Quirinale per un governo di salvezza nazionale. E dal discorso di Draghi al Senato porta a casa un nuovo slancio sul piano vaccinale – praticamente demolito il piano Arcuri – e sulle infrastrutture.
La sinistra invece insegue le frasi del premier sull’Europa. E lo fa con uno spirito polemico che non aiuta il presidente del Consiglio. Si affollano tweet e post per segnalare quanto sia bella l’Unione europea evocata da Draghi, come se fosse questo il governo che deve costruire la Ue o affossarla. Molto più semplicemente si tratta di spendere bene i quattrini arrivati, senza nessuna genuflessione, ma con una politica accorta.
La vera partita dell’esecutivo di salvezza nazionale si gioca proprio sulla lotta alla pandemia e sulla battaglia per la ricostruzione, obiettivi che ben difficilmente sarebbe riuscito a centrare il governo di Giuseppe Conte. Altrimenti non si spiegherebbe la sua caduta in pezzi col semplicistico richiamo al gioco di palazzo ordito da Matteo Renzi.

 

 


In realtà quel governo che ormai sembra distante anni luce è morto di propaganda, ha lanciato troppi slogan senza realizzare fatti concreti e alla fine ha esasperato i suoi stessi partner.
Ora c’è una nuova compagine alla guida dell’Italia, indubbiamente eterogenea, che se non perderà tempo nel litigare sui temi di bandiera riuscirà a risolvere i nodi sul tappeto. Per questo lascia stupiti la litania propagandistica della sinistra che misura il tasso di europeismo di Salvini. Pensino alla baracca, che era rimasta abbastanza lesionata dal governo di cui sono ancora orfani.