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Per Gad Lerner solo ora conta poco l'appello di Sergio Mattarella

Francesco Storace
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Occhio alla radicaglia, quella specie di brodaglia intellettuale che è rimasta muta in questi di fronte allo sfregio della democrazia, perpetrato nel nome del parlamentarismo da contrapporre alla destra. E ora che Matteo Salvini ha deciso di osare col governo Draghi, eccoli a piagnucolare.
Caso di specie di quelli che persino Nicola Zingaretti appella come radical-chic è Gad Lerner. Questi, con una faccia tosta incredibile, usa i social per fare la predica, senza un briciolo di autocritica. Perché prima non si era accorto di quanto stava per accadere alla nostra democrazia.

 

 


Scrive Lerner: “Non c'è da stupirsi della fretta con cui di fronte a #Draghi vengono ripudiate le posizioni tenute fino a ieri. I partiti non esistono più, il governo otterrà la fiducia "a prescindere". Assistiamo, nella miope esultanza dei più, al commissariamento della democrazia parlamentare”.
Stavolta – e solo stavolta – evidentemente conta poco l’appello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Dopo il fallimento di Giuseppe Conte, dovevamo aspettare le parole di Lerner affinché i partiti decidessero se dire sì o no.
Quale editoriale ha vergato il compagno Gad per suggerire invece di andare alle elezioni e far decidere al popolo? 
Se la situazione è quella che è anche perché i presunti campioni della cultura nazionale – anzi, antinazionale – hanno taciuto sulla valanga di tecnici chiamati a guidare la baracca a Palazzo Chigi. Perché scrivevano solo per fini di parte. Conte barbaro se stava con Salvini (e Di Majo), eroe se stava con Zingaretti (e Di Majo). E ora ti lamenti se a commissariare la democrazia arriva mister Mario Draghi?

 

 


Evidentemente è la cura che si merita una classe dirigente che ha rinunciato alla politica. Che non ha saputo selezionare al di fuori dei propri cerchi magici. Che ha demonizzato il dissenso nel nome dell’esaltazione dei capi.
E quello che dimentica Gad Lerner è l’esaltazione del trasformismo di convenienza, la compravendita dei parlamentari, buona se ti serve, pessima se serve al nemico.
Oppure quando Giuseppe Conte pretendeva trecento tecnici per il Recovery fund, la democrazia era commissariata o no? Quando ci scodellava i suoi dpcm solitari, era un democratico o un commissario senza vergogna?
Ora nasce un governo “strano”, che è conseguenza anche dei silenzi dell’intellighenzia rossa. Magari per i partiti sarà l’occasione per prendersi le misure e poi tornare a combattersi più in là. È quello che caratterizza i dopo guerra e le grandi crisi. Succede.