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Non regge l'argomento dei compagni di strada. Il governo Draghi meglio di quello Monti

Francesco Storace
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Nelle ore che accompagnano il tentativo di Mario Draghi di dar vita ad un governo, si ascoltano e leggono molti argomenti che sono davvero strani.

Uno in particolare colpisce gli osservatori di cose politiche e vogliamo affrontarlo, col rispetto che comunque si deve a chi lo pone. Anche perché riguarda trasversalmente molti soggetti politici, da Fratelli d’Italia a destra a Leu a sinistra e i soliti Cinque Stelle, passati repentinamente dal no al sì in appena 24 ore.

“Noi non possiamo stare con i sovranisti”. Oppure, “come faremmo a stare in un governo con Pd, Leu e Cinque stelle?”.

Tutto legittimo, ma la questione è malposta. Non c’è alleanza, ma governo. Ed è quello sollecitato, con un appello drammatico, dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Semmai, l’alleanza è con il Quirinale, che ha tirato fuori un candidato all’incarico di premier che pare riscuotere consenso ovunque, in Italia e nel mondo.

Conteranno le proposte di Draghi, non quelle dei partiti. E' stare dentro la coalizione, consente di uscirne quando non dovessero piacere. Partita più complicata per la sinistra – che ha fallito – che per la destra, che dovrà raccogliere solo i frutti di una gestione non dissennata del Recovery Fund e di una maggiore accortezza nella lotta alla pandemia.

Certo è che non solo Leu avrebbe problemi se al governo entrassero tutti e tre i campioni del centrodestra. I cinque stelle si squaglierebbero come neve al sole e il Pd non se le passerebbe troppo bene.

E se invece questi curiosi compagni di viaggio dovessero resistere, li abbandonerebbero i loro elettori, già abbastanza delusi.

Del resto, non sarebbe la prima volta di un governo di tutti. Ci fu il caso di Mario Monti, ad esempio, e quella volta a star fuori fu la Lega. Ma c’è una grande differenza tra allora e oggi: quel governo impose austerità, oggi c’è da spendere con saggezza le risorse europee. Senza dimenticare il “dettaglio” che Monti cacciò Berlusconi mentre Draghi succede al disastro Conte.