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Su Draghi è la sinistra a brigare contro Mattarella

Francesco Storace
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Laura Boldrini, se non ci fosse andrebbe inventata. Il centrodestra dovrebbe ringraziarla ogni volta che parla.

Perché l’ex presidente della Camera ha bisogno ogni giorno di dire la sua contro Salvini. Forse conquisterà medaglie in un campo sempre più ristretto ma sembra pagata dal centrodestra...

Basta leggere la sua frenesia twittarola: “Una personalità competente come #Draghi merita il sostegno di una maggioranza ampia e coesa. C'è però un confine politico invalicabile, come ha detto @nzingaretti: @pdnetwork non può governare con la destra antieuropeista e sovranista”.

Potevate restare con Conte, Laure’, ma non ne siete stati capaci.

Anche perché per Draghi, Mattarella ha indicata una strada un tantinello diversa dal palo della luce puntualmente beccato da Zingaretti: “maggioranza senza colori politici”. Quindi, dire sì a Zingaretti (europeista antisovranista bla bla bla) significa dire no a Mattarella, buttare giù Draghi e andare alle elezioni.

Che cosa vuol dire quel tweet, “per favore Nicola ricandidami che io sto con te”?

In queste ore di telefonate e consultazioni formali o meno la sinistra sta impazzendo. Soprattutto il Pd.

 

Umiliato da Matteo Renzi, il partito di Zingaretti pensa di rifarsi dandosi un tono anti qualunque cosa diversa da sé. Ma con l’11 per cento dei seggi parlamentari non si canta messa, tanto più che c’è l’inferno in casa pentastellata con Giuseppe Conte che appicca il fuoco contro Draghi, anche se giura falsamente di non volerlo sabotare.

Brucia, la casa rossa, i piromani sono al suo interno e al centrodestra non serve dividersi. Ci pensano quelli dell’altra parte.
Col solo appoggio del centrodestra ci sarebbero responsabili di qua? Chissà, in fondo la palla sta a Mattarella. Se non vuole andare al voto magari chiede a Salvini e alleati di cercare sostegni opposti, stavolta. Comunque vada, per la sinistra sarà un fallimento.

Anche perché se insistono, per Zingaretti e soci si apre la botola delle urne. E rischiano di finire all’opposizione per un decennio.