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La pantomima in scena alla Camera. Conte farà Cincinnato

Francesco Storace
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Giuseppe Conte dovrà fare come Cincinnato, tentando di recuperare dignità almeno nel ritiro.

Perché la pappa che gli stanno preparando è davvero difficile da digerire.

Non si è mai visto un premier che fa decidere ad altri il programma per il suo governo. E se poi non gli piace, che fa? Li riunisce di nuovo, magari stavolta al Senato?

Una commedia incomprensibile quella inscenata da Roberto Fico a Montecitorio. Perché tutti sanno che le riunioni vere sono quelle sui nomi: dal presidente del Consiglio ai ministri e persino alle successive nomine di governo.

Le parole del “cronoprogramma”, se non c’è intesa sui protagonisti, sono scritte sull’acqua.

Lo stesso Conte dovrebbe recepire un programma scritto per lui, come se fosse una comparsa. Non c’è decoro in questa finzione politichese, ideata solo per vedere “se riusciamo a fregare Matteo Renzi”. Il quale ha dimostrato finora - se resiste - di essere il più furbo della compagnia, quello che conosce meglio degli altri il mestiere della politica. E costringe gli altri ad adattarsi.

Non è un caso se una vecchia volpe come Bruno Tabacci si sia seduto malvolentieri al tavolo del programma: perché - sostiene non a torto - non si è mai vista una cosa del genere.

E, detto tra noi, la stessa cosa varrebbe a maggior ragione per un peso massimo come Mario Draghi. Fateci capire, se chiamate lui gli date temi e date scelti da voi? Ma chi volete far ridere, signori del Palazzo... La scena sarebbe davvero comica.

Fico farebbe bene a smetterla con la sceneggiata e a comunicare a Sergio Mattarella che questa legislatura ha esaurito ogni margine. La parola vada al popolo e magari le coalizioni - quelle sì - potranno assennatamente sottoscrivere un programma vero per gli italiani. Non c’è bisogno di asserragliarsi a Montecitorio per fingere di lavorare per la Patria. Anche perché sono gli stessi che finora hanno fatto il contrario di quel che serviva all’Italia.