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Col Covid il governo ha umiliato lo sport. Palestre e piscine, solo elemosina e quando verrà

Francesco Storace
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Scordiamoci lo sport. Tra le conseguenze nefaste del Covid c’è l’assurdità del divieto della pratica sportiva. Almeno nelle palestre si vive una condizione di incredibile stupore. “Con tutti i lavori di ristrutturazione che sono stati imposti ai titolari, il governo prende per la gola le attività di base”. Il giudizio è di un deputato di maggioranza che si è abbastanza stancato dell’elemosina.

Un senatore dell’opposizione invece non si nasconde nell’anonimato, prende carta e penna e ridicolizza l’esecutivo. E' il presidente dell’Udc, De Poli, che ha depositato a Palazzo Madama una interrogazione pepata. Anche perché pochi sanno che nella cosiddetta “montagna di miliardi dell’Europa”, prevede una misera proprio per lo sport. Lui lo ha letto e lo ha denunciato: “Il progetto "sport e periferie" del recovery plan, all'esame del Parlamento, prevede per lo sport un contributo di 700 milioni di euro, lo 0,3 per cento dei fondi UE, del tutto insufficiente per un settore che vale 10 volte tanto”.

Basti pensare che fino ad almeno il 5 marzo non ci sarà riapertura di palestre e piscine, i danni sono enormi e i soldi un’inezia.

La situazione del settore è drammatica: le perdite finora subite dalle aziende sarebbero pari a poco meno di un miliardo di euro al mese e il perdurare della loro chiusura rischia di non consentire la riapertura di migliaia di centri sportivi, con conseguenze gravissime sull'occupazione di quanti gravitano nel mondo dello sport.

De Poli ha consultato i dati che via via emergono: da una prima stima sarebbero circa 200.000 le persone che potrebbero trovarsi senza lavoro e con ristori poco certi e non immediati.

Ma per l’esecutivo uscente non è un problema, nonostante le ingenti risorse europee che si propagandano ad ogni piè sospinto. Ma per lo sport italiano solo bruscolini.

Sono invece necessarie specifiche misure per il settore quali ristori adeguati al fatturato perso, agevolazioni fiscali su abbonamenti, affitti e costi energetici, detrazioni del costo dell'abbonamento, nonché l'estensione dell'ecobonus del 110 per cento per sostenere concretamente il mondo dello sport. Del resto è l'Organizzazione mondiale della sanità, a dichiarare che la pratica sportiva contribuisce a migliorare la qualità della vita, a prevenire e ad alleviare molte patologie croniche, allungando l'aspettativa di vita.

Ma i ministri hanno altro a cui pensare